(Alliance News) - Nell'estate del 2023, dopo colloqui con il ministro Giorgetti, UniCredit tenta di acquistare una quota di MPS dal Tesoro offrendo un premio del 10% ma l'accordo salta perché il MEF chiede di più.
Come ricorda la Repubblica mercoledì, un anno dopo, invece, Caltagirone e Delfin ottengono ciascuno il 3,5% attraverso un'operazione ABB con un premio più basso del 6,96% mentre UniCredit viene esclusa dalla procedura, circostanza ora al centro dell'indagine milanese sul risiko bancario.
Le operazioni ABB del Tesoro su MPS sono tre: novembre 2023 del 25%, marzo 2024 del 12,5% e novembre 2024 del 15%, l'ultima gestita da Banca Akros.
UniCredit riferisce di aver manifestato interesse anche per questa vendita ma di essersi sentita dire che l'offerta era già chiusa.
Per i PM, la terza cessione potrebbe essere stata pilotata: Caltagirone e Milleri hanno dichiarato alla Consob di aver avuto contatti con il MEF perché il Ministero voleva un "nucleo di investitori italiani", circostanza smentita dal Tesoro.
Anche Melzi d'Eril, amministratore delegato di Mediobanca, ha riferito ai PM che la vendita era nota, consegnando articoli di stampa.
L'inchiesta prosegue con l'analisi di dispositivi e documenti. I legali di Caltagirone e Milleri hanno chiesto accesso agli atti per visionare il materiale d'accusa senza ricorrere al Riesame, segnale di collaborazione con i PM.
Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, Alliance News senior reporter
Commenti e domande a redazione@alliancenews.com
Copyright 2025 Alliance News IS Italian Service Ltd. Tutti i diritti riservati.


















