La Borsa di Parigi chiude questa prima seduta della settimana con un timido rialzo dello 0,2%, a 8211 punti, sostenuta soprattutto da Eurofins Scientific (+8,3%), Thales (+4,7%) e Bureau Veritas (+2,9%).
Il DAX, dal canto suo, avanza dell'1,3%, trainato dal +9,4% di Rheinmetall e dal +4,3% di Infineon.
Oltreoceano, i mercati iniziano la settimana con ottimismo: il Dow Jones guadagna l'1,3% e supera il Nasdaq (+0,9%) e l'S&P500 (+0,8%).
Gli investitori sembrano quindi particolarmente sereni dopo l'intervento a sorpresa condotto dagli Stati Uniti in Venezuela e la deportazione del presidente sudamericano a New York.
Con questa operazione lampo, Washington ha voluto mostrare al mondo intero la volontà di mantenere il proprio status di superpotenza, anche attraverso il controllo delle risorse energetiche mondiali.
Più prosaicamente, la decisione testimonia la volontà americana di far tornare le sue grandi compagnie petrolifere in un paese dove le infrastrutture sono considerate degradate e dove le riserve petrolifere restano ampiamente sotto-sfruttate: l'embargo finanziario e tecnologico imposto dagli Stati Uniti al Venezuela da un decennio si è rivelato molto efficace.
Per il momento, la reazione sui prezzi del petrolio è estremamente contenuta: il WTI ha prima perso l'1% per poi risalire simmetricamente di +1% (58 USD al barile) e il Brent guadagna anch'esso l'1,3% a 61,6 USD.
"Le esportazioni di petrolio venezuelano restano modeste e nulla indica, per ora, che la situazione possa provocare perturbazioni nella produzione o nelle vendite", stimavano questa mattina gli analisti di Danske Bank.
Il Venezuela era uno dei pochi paesi a prezzare il proprio petrolio in valute diverse dal dollaro (in yuan, tra l'altro): chi ci ha provato (Iraq, Libia) non ha avuto buona sorte. Il biglietto verde non reagisce e si attesta a 1,17 USD contro l'euro.
La reazione delle Borse asiatiche forse dice di più. A Tokyo, il Nikkei guadagnava quasi il 3% lunedì a fine seduta e l'indice MSCI che raggruppa i titoli di Asia e Pacifico saliva di oltre l'1,2%.
Ma la serenità potrebbe essere solo di facciata, come testimonia il balzo del +4% dell'argento verso 77 USD e il rialzo del +2,5% dell'oro verso 4 450 USD l'oncia.
Gli investitori sembrano voler iniziare il 2026 aggrappandosi al ben noto adagio secondo cui il primo mese dell'anno è spesso positivo per gli indici azionari, un fenomeno noto come "effetto gennaio".
Goldman Sachs prevede una leggera accelerazione della crescita nell'area euro per il 2026, sostenuta dal rilancio fiscale tedesco e da una domanda resiliente, nonostante una crescente concorrenza cinese e tassi d'interesse mantenuti ai livelli attuali.
L'economia dell'area euro dovrebbe crescere dell'1,3% nel 2026, trainata da tre principali leve cicliche: l'espansione fiscale della Germania, l'attenuazione delle tensioni commerciali globali e una robusta crescita dei redditi reali delle famiglie, indica la banca.
Tuttavia, questo dinamismo sarà limitato da venti contrari strutturali, in particolare la spinta delle esportazioni cinesi che pesa sulla competitività industriale di Italia e Germania, oltre che da alti costi energetici.
Sul fronte delle statistiche, la contrazione del settore manifatturiero degli Stati Uniti si è leggermente accentuata a fine dello scorso anno, secondo l'Institute for Supply Management (ISM), il cui indice per il settore si attesta a 47,9 per dicembre 2025, contro 48 del mese precedente.
La vera prova di verità è attesa per venerdì con la pubblicazione dei dati sull'occupazione di dicembre, statistica chiave per il mercato e seguita con ancora più attenzione dopo che la Fed ha esplicitamente indicato il mercato del lavoro come elemento determinante per l'orientamento della sua politica monetaria.
Seguirà poi l'avvio della "stagione delle trimestrali" con i primi conti delle grandi banche, tra cui JP Morgan.
Gli strateghi avvertono che sarà necessario che la crescita degli utili delle società quotate sia all'altezza per giustificare gli attuali livelli di valutazione delle azioni americane, ma l'idea di avere sia una crescita degli utili che una conferma della resistenza dell'economia statunitense aprirebbe sicuramente la strada a nuove buone performance nel 2026.
Sul comparto obbligazionario, il rendimento del Bund a 10 anni, che aveva raggiunto i massimi venerdì 2 gennaio, si flette leggermente, di -1,5 punti verso 2,883%, mentre l'OAT di pari scadenza scende di -2,5 punti a 3,5860%, e i BTP italiani di -3,6 punti a 3,54%.
Nell'attualità delle società francesi, BNP Paribas riferisce di aver superato una "tappa importante" nell'integrazione delle sue attività di asset management in seguito all'acquisizione di AXA Investment Managers (AXA IM), ufficializzata da oltre sei mesi.
Crédit Agricole annuncia oggi il rimborso, con effetto dal 26 gennaio 2026, della totalità delle sue obbligazioni senior non preferite rimborsabili a tasso fisso diventando variabile emesse il 26 gennaio 2021 per un importo di 1,5 miliardi di dollari.
Sanofi comunica che la FDA degli Stati Uniti ha accettato per revisione prioritaria la domanda di licenza biologica supplementare (sBLA) per il suo Tzield (teplizumab-mzwv) per i bambini piccoli affetti da diabete di tipo 1 di stadio 2.
Alstom si è aggiudicata tre ordini per un totale di 2,5 miliardi di euro. Nel dettaglio, lo specialista della mobilità intelligente e sostenibile è stato scelto per fornire materiale rotabile a un cliente nella regione delle Americhe per circa 1,4 miliardi di euro.
Saint-Gobain ha costituito una joint venture con una controllata di Indocement Tunggal Prakarsa (un cementificio indonesiano di cui Heidelberg Materials detiene il 53% del capitale), detenuta al 60% dal gruppo francese e al 40% dal partner locale. L'obiettivo di questa joint-venture è acquisire le attività di malte di Indocement in Indonesia.
Infine, Oddo BHF ribadisce la sua raccomandazione di "outperform" e il target price di 236 EUR su Airbus Group, "un titolo che beneficerà del progressivo miglioramento della supply chain e del lavoro svolto sull'agilità del suo apparato industriale".
Parigi: crescita prudente all'ombra di Wall Street
Pubblicato il 05/01/2026 alle 17:57
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