La Borsa di Parigi apre la seduta in calo questa mattina, proseguendo la fase di consolidamento delle ultime sessioni, in mercati che sembrano completamente fermi a poche ore dalle attesissime decisioni strategiche della Federal Reserve americana. L'indice CAC 40 arretra dello 0,4% a 8.020 punti.

Gli investitori continuano a mostrarsi restii ad assumere posizioni troppo nette prima di quello che si preannuncia come il terzo taglio dei tassi della Fed in tre mesi, segnando così una nuova tappa nel ciclo di allentamento monetario dell'istituzione che ha ampiamente contribuito al "rally" dei mercati azionari negli ultimi sei mesi.

In questo clima di cautela, il CAC 40 ha registrato ieri la decima seduta consecutiva di stagnazione, restando intrappolato nel corridoio compreso tra 8.050 e 8.150 punti, all'interno del quale l'indice parigino si trova dal 25 novembre.

A New York, anche i mercati azionari statunitensi hanno chiuso ancora una volta senza una direzione precisa martedì sera, con cali compresi tra lo 0,4% e lo 0,1% per il Dow Jones e l'S&P 500, mentre il Nasdaq ha galleggiato con un guadagno minimo dello 0,1%.

Secondo gli analisti, questa pausa non riflette necessariamente un indebolimento della dinamica rialzista in atto, ma più logicamente prese di beneficio dopo una rapida progressione guidata dalla tecnologia, dai consumi e dai semiconduttori, che aveva portato Wall Street a livelli record in autunno.

"Le condizioni di mercato alla vigilia di una riunione del FOMC non sono mai particolarmente vivaci", ricorda Michael Brown, stratega di Pepperstone.

"Quelle che precedono la riunione di dicembre, mentre tutti iniziano a prepararsi per le festività di fine anno, lo sono ancora meno", aggiunge il professionista.

Nonostante questo movimento di consolidamento, il quadro generale resta comunque piuttosto rassicurante, con venditori che rimangono selettivi più che aggressivi, segno che gli investitori non stanno abbandonando il mercato ma tendono a rivedere i propri portafogli tornando verso settori più difensivi come la sanità o verso alcuni titoli sottovalutati, una strategia tipica della volontà di ridurre il rischio in vista delle decisioni della Fed.

Il comunicato della banca centrale americana, atteso per le 20:00, sarà accompagnato dalle ultime proiezioni economiche dell'istituzione e seguito da una conferenza stampa del suo presidente Jerome Powell.

Visti i dissensi che persistono da diversi mesi all'interno del suo comitato direttivo, gli investitori si aspettano un taglio dei tassi "restrittivo", ovvero motivato più da un approccio prudente legato al recente deterioramento del mercato del lavoro che dalla necessità di sostenere la crescita degli Stati Uniti, che resta solida.

Molti osservatori si aspettano inoltre che Powell cerchi di smorzare le aspettative su nuovi tagli rapidi dei tassi nell'anno a venire, sulla scia dei tre allentamenti consecutivi avvenuti dal mese di settembre.

Sebbene il taglio dei tassi previsto per questa sera possa essere l'ultimo per un po' di tempo, sembra comunque probabile che Powell eviti di far deragliare i mercati finanziari e che le sue dichiarazioni saranno sufficientemente misurate e prudenti da mantenere la fiducia degli investitori al termine di un esercizio borsistico finora molto fruttuoso.

"Se la Fed invierà un segnale più accomodante del previsto, il mercato potrebbe rapidamente riprendere slancio e tornare a testare i suoi massimi storici", sottolinea Linh Tran, analista di mercati presso XS.com.

"Al contrario, se il tono del suo discorso si rivelerà troppo prudente, l'S&P 500 rischia di proseguire la sua fase di consolidamento, in modo graduale, in attesa di nuovi catalizzatori", avverte.