Mps e Mediobanca regine del Ftse Mib con rialzi del 20%
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 12 giu - Piazza Affari ha vissuto la settimana del risiko bancario, Wall Street quella di SpaceX e il Medio Oriente l'ennesimo equilibrio precario tra guerra e diplomazia. Questi i tre motori che hanno guidato le Borse europee, mentre a New York le cinque sedute sono culminate oggi con la quotazione della società di Elon Musk, arrivata quasi immediatamente a 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione: un debutto agli scambi dai numeri mai visti. Sullo sfondo, il tira e molla Usa-Iran ha continuato a dettare il ritmo di petrolio, gas e propensione al rischio, tra nuovi attacchi reciproci e gli ultimi spiragli di un accordo ancora incerto. In settimana anche il primo rialzo della Bce in quasi 3 anni, mentre per la prossima si guarda alla Fed.
Il Ftse Mib ha chiuso la settimana a +3,2%, ritoccando più volte i massimi storici e chiudendo in bellezza a 51.497 punti. Un risultato che amplia a +14,6% il trend positivo da inizio anno per Piazza Affari, di gran lunga la migliore a livello europeo (segue Madrid a +8,1% da inizio 2026). Parigi nella settimana ha guadagnato l'1,6%, Amsterdam +3,8%, Madrid +2,3%, l'Euro Stoxx +2,1% e Londra +1%. Unica pecora nera Francoforte a -0,6%.
A Piazza Affari il centro della scena è stato per Mps (+19,8%) e Mediobanca (+19,2%), spinte dalla partita del risiko e dalle attese sulle prossime mosse del settore. Molto forte anche Unipol (+16%), mentre Bper (+11,8%), e Banco Bpm (+9,3%) hanno confermato l'intonazione positiva del comparto finanziario. Tra gli altri titoli in evidenza il tech St (+7,9%), in una settimana segnata anche dal caso SpaceX. La società dei razzi ha colpito sul fronte opposto Avio (-2,4%), che dopo i rally della scorsa settimana ha accusato la concentrazione di capitali verso l'Ipo record. Giù anche DiaSorin (-6,9%) e Stellantis (-5,3%). Più contenuto il calo settimanale di Eni (-1,4%), in una settimana in cui il comparto energetico ha risentito della discesa del greggio.
Sulle materie prime, il Brent ha perso il 6,3% a 87,2 dollari al barile, mentre il Wti ha ceduto il 6,3% a 84,4 dollari. In calo anche il gas Ttf, -4,4% a 46,5 euro al megawattora. L'oro spot è sceso del 2,5% a 4.216 dollari l'oncia, mentre il Bitcoin ha recuperato il 4,6% a quasi 64mila dollari, dopo i minimi a 59mila toccati fino a domenica scorsa. Sul valutario, l'euro si è portato a 1,1573 dollari (da 1,1519 di una settimana prima).
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