Il principale rivenditore di prodotti per animali da compagnia del Regno Unito sta adottando "misure urgenti e necessarie", come ha dichiarato l'amministratore delegato ad interim Ian Burke, per ritrovare slancio dopo una deludente prima metà dell'esercizio 2026.

Gli animali domestici saranno anche compagni preziosi, ma i loro proprietari si sono rivelati meno prevedibili.  Il fatturato del gruppo è aumentato solo dello 0,7% a 1,06 miliardi di sterline nelle 28 settimane fino al 9 ottobre. La divisione retail, che rappresenta ancora la maggior parte dell'attività, ha registrato un calo dei ricavi del 2,3%, trascinata al ribasso dal calo delle vendite di accessori e dal rallentamento della domanda di alimenti in un mercato piatto con un'inflazione contenuta. L'utile ante imposte sottostante per il settore retail è crollato di oltre l'80%, attestandosi a soli 3,5 milioni di sterline.

Veterinari in forte accelerazione

Il contrasto con il ramo veterinario non potrebbe essere più netto. Le attività veterinarie hanno messo a segno una crescita dei ricavi del 6,7% e un utile sottostante di 44,9 milioni di sterline, in aumento dell'8,3%. Questo modello di joint venture a basso assorbimento di capitale è diventato il motore del gruppo: valori medi di transazione elevati, solide entrate da abbonamenti e una buona redditività delle cliniche continuano a trainare la divisione. La società prevede per quest'anno dieci nuove aperture di ambulatori e 15 ampliamenti.

Fonte: Pets at Home

Una svolta in corso

Tuttavia, la performance superiore alla media dei veterinari non può nascondere le sfide più ampie del gruppo. L'utile ante imposte è diminuito del 29% e l'utile base per azione è sceso a 5,7 pence. Il rivenditore è stato messo sotto pressione dai tagli dei prezzi, dal mix di prodotti sfavorevole e dal calo dei ricavi dei fornitori, che hanno ridotto i margini lordi di oltre un punto percentuale. Il passaggio a un nuovo centro logistico e a una piattaforma digitale rinnovata, entrambi volti a modernizzare le operazioni, ha invece introdotto complessità, aumentato i costi e portato alla perdita di clienti.

Il management insiste nel dire di avere un piano chiaro. La svolta si concentra su quattro aree: migliorare la gamma di prodotti (in particolare nel segmento in rapida evoluzione dell'alimentazione premium), mantenere prezzi più competitivi, rafforzare l'esecuzione nei negozi e online e ridurre le spese generali. Si prevede che la ristrutturazione consentirà di ridurre i costi di circa 20 milioni di sterline, anche se quest'anno comporterà oneri fino a 8 milioni di sterline.

Nonostante le turbolenze, le prospettive non sono peggiorate. Pets at Home ha ribadito la previsione di un utile annuo compreso tra 90 e 100 milioni di sterline, sostenuta dalla performance costante del settore veterinario e dalle speranze di un modesto miglioramento delle vendite al dettaglio con il venir meno dei dati comparativi deboli. Per il 206 è previsto il lancio di un nuovo prodotto assicurativo e il gruppo rimane fiducioso di poter sfruttare la sua dimensione, il suo marchio e il suo modello di abbonamento per rilanciare la crescita.

Per ora, tuttavia, l'azienda deve dimostrare di poter stabilizzare la sua attività di vendita al dettaglio, preservando al contempo la forza di quella veterinaria.