(Alliance News) - Via libera di Poste Italiane all'aumento di capitale da EUR372,0 milioni propedeutico all'acquisizione di Telecom Italia.
Come scrive il Messaggero mercoledì, si compie così un nuovo passo verso l'operazione che, attraverso un'offerta pubblica di acquisto e scambio, punta a creare un campione nazionale della trasformazione digitale.
Il cda di Poste, presieduto da Silvia Maria Rovere, ha esercitato la delega ricevuta dall'assemblea del 18 giugno, approvando un aumento di capitale a pagamento da EUR372,0 milioni, oltre sovrapprezzo, mediante l'emissione di altrettante nuove azioni ordinarie. Si tratta di un passaggio tecnico necessario per l'OPAS, in attesa del via libera definitivo della Consob, dopo le autorizzazioni già ottenute dall'Antitrust brasiliana, dalla Commissione europea e dalla Presidenza del Consiglio nell'ambito del Golden Power.
La relazione del cda conferma che saranno emesse fino a 372,0 milioni di nuove azioni da assegnare agli azionisti TIM che aderiranno all'offerta. Dopo il raggruppamento azionario di TIM di giugno, il valore economico dell'OPAS resta invariato: per ogni azione TIM, verranno riconosciuti EUR1,67 cash e 0,218 nuove azioni Poste.
In caso di adesione totale, gli azionisti di TIM arriverebbero a detenere circa il 22,2% del capitale di Poste mentre il gruppo guidato da Matteo Del Fante verserebbe circa EUR2,85 miliardi in contanti. L'obiettivo resta quello di integrare rete fissa e mobile di TIM con le attività di Poste nei servizi finanziari, assicurativi e logistici, oltre a cloud, data center, cybersecurity, IoT e intelligenza artificiale.
Sul fronte del cloud della Pubblica Amministrazione, nei prossimi giorni è attesa l'offerta di Leonardo per acquisire il 10% del Polo Strategico Nazionale detenuto da Sogei, salendo così al 35%. A inizio anno, Del Fante aveva inoltre manifestato l'interesse di Poste per il 20% oggi in mano a CDP. Dopo l'integrazione con TIM, la quota di Poste nel Psn salirebbe al 65%, rafforzando l'asse con Leonardo nello sviluppo del cloud pubblico italiano.
Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, Alliance News senior reporter
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