UBS ribadisce la raccomandazione "buy" su Poste Italiane Spa e porta il prezzo obiettivo a EUR25,10 dai precedenti EUR22,70, aggiornando le valutazioni.

Il nuovo target incorpora un potenziale di rialzo di circa l'8% rispetto ai EUR23,08 del 20 febbraio.

La revisione firmata da Adele Palama e Michael Werner include un incremento dell'1%-2% delle stime sui ricavi per il periodo 2026-2030 e una crescita media annua dell'utile per azione 2025-2030 intorno al 7%, escludendo il contributo della partecipazione in Telecom Italia.

I costi sono attesi in aumento del 2% medio annuo.

L'aggiornamento arriva alla vigilia dei risultati del quarto trimestre 2025 e della nuova guidance 2026, mentre i target di più lungo periodo saranno comunicati nel corso dell'anno.

Per il 2026 UBS stima ricavi in crescita di circa il 3% su base annua. I servizi finanziari sono considerati resilienti, con il trading income potenzialmente in grado di compensare un margine di interesse medio leggermente più debole.

Nel segmento Mail & Parcel è prevista una dinamica dei pacchi quasi in linea con il 2025, quando è attesa una crescita del 9%-10%, sostenuta da volumi solidi. Attesa inoltre un'accelerazione dei ricavi nel business assicurativo, grazie a un maggiore contributo del ramo danni, e nei servizi PostePay.

Con riferimento al quarto trimestre 2025, la banca prevede ricavi in aumento del 7% su base trimestrale e dell'1% su base annua, trainati dal miglior apporto di posta e pacchi. I volumi dei pacchi sono stimati in crescita del 13% su base annua, in linea con il trend dei primi nove mesi, a compensare la flessione del 6% dei volumi postali.

I servizi finanziari dovrebbero mantenersi sostanzialmente stabili su base annua, mentre assicurazioni e PostePay sono attesi in progresso. Una dinamica dei ricavi superiore alla guidance potrebbe offrire flessibilità per anticipare spese o accantonamenti in vista del nuovo piano industriale.

Tra i principali driver UBS segnala l'opzionalità legata all'investimento in TIM e le possibili sinergie di cross-selling, che secondo la banca "rappresenta il principale catalizzatore".

Sul piano valutativo, Poste tratta a circa 12,5 volte gli utili attesi nei prossimi dodici mesi, a sconto rispetto allo Stoxx 600 ma in misura più contenuta rispetto alla media storica.

La valutazione si fonda su un modello DCF a due stadi, con costo del capitale all'11% e crescita di lungo termine all'1%, parametri invariati a supporto del prezzo obiettivo.