MILANO, 5 dicembre (Reuters) - Poste Italiane potrebbe cedere PosteMobile a Telecom Italia (Tim) attraverso un conferimento in cambio di azioni che le permetterebbe di mantenere una quota significativa nell'ex monopolista nell'eventualità di una conversione delle azioni di risparmio Tim in titoli ordinari. 

Lo dicono a Reuters tre fonti a conoscenza della situazione spiegando che tale opzione è tra quelle prese in considerazione da Poste anche in vista della riforma del Testo unico della finanza (Tuf) che prevede l'innalzamento della soglia che fa scattare l'obbligo di offerta pubblica di acquisto dall'attuale 25% al 30%.

Poste, che attualmente detiene una quota del 24,8% in Tim, non intende lanciare un'Opa sulla società e vuole mantenere una quota vicina alla nuova soglia del 30%, spiega una delle fonti.

A tal fine, sta valutando una serie di opzioni, tra cui quella di conferire PosteMobile a Tim in cambio di azioni ordinarie del gruppo telefonico, spiegano le fonti.

Tale mossa consentirebbe a Poste di risalire nel capitale di Tim in seguito alla conversione delle azioni di risparmio, che comporterebbe una diluizione della partecipazione nel capitale ordinario di Tim al 17%, spiegano le fonti. 

Le stesse fonti sottolineano come non sia sta presa alcuna decisione in tal senso e che le tempistiche delle diverse eventuali transazioni non sono al momento certe.

Poste e Tim non hanno commentato.

La conversione delle azioni di risparmio -  che costituiscono circa il 28% del capitale azionario di Tim - in titoli ordinari, è un passaggio che Tim attende da anni e che consentirebbe di eliminare una classe di azioni che garantisce ai suoi possessori un dividendo minimo in presenza di un utile della capogruppo Tim Spa.

L'AD di Tim Pietro Labriola ha più volte ribadito agli analisti che l'azienda intende realizzare la conversione nel rispetto del mercato. 

In tal senso, un passaggio chiave sarà l'attesa sentenza della Corte di Cassazione sulla restituzione del canone di concessione del 1998, che potrebbe portare 1 miliardo di euro nelle casse dell'ex monopolista.

PosteMobile conta circa 5 milioni di clienti in Italia e dall'anno prossimo si appoggerà alla rete mobile di Tim per fornire la connettività ai clienti retail. Secondo un report pubblicato questa settimana da Intermonte, la divisione potrebbe avere un valore di 900 milioni di euro.

Un'altra possibilità che Poste sta valutando nell'ambito di tale strategia è l'acquisto della quota residua detenuta da Vivendi in Tim, pari al 2,5%, che ai corsi attuali di borsa vale circa 200 milioni di euro. 

Nessun commento da Vivendi. 

Poste ha costruito la sua quota in Tim quest'anno, acquisendo la partecipazione di Cdp e buona parte di quella di Vivendi, sostituendo quest'ultima nel ruolo di primo azionista della società.

(Elvira Pollina, editing Gianluca Semeraro)