Questa settimana HSBC ha scosso i mercati con una perdita inattesa di 400 milioni di dollari legata a un caso di frode che ha coinvolto un istituto di credito ipotecario britannico, riaccendendo i riflettori sulle banche e sul loro profondo coinvolgimento nel settore del private credit.

La perdita di HSBC, relativa a un prestito concesso ad Atlas SP (unità sostenuta da Apollo) e al finanziamento di Market Financial Solutions (MFS), è riconducibile più a pratiche fraudolente che alle attuali preoccupazioni su liquidità e redditività del private credit.

Tuttavia, tale perdita spiega perché le autorità di regolamentazione globali siano sempre più preoccupate per l'esposizione degli istituti bancari verso l'industria del private credit, un mercato da 3.500 miliardi di dollari, evidenziando la natura spesso indiretta e opaca di tali finanziamenti.

Il Financial Stability Board (FSB), l'organismo di vigilanza finanziaria globale, ha lanciato un avvertimento sui crescenti rischi derivanti dalle sempre più strette interconnessioni tra le banche e il mercato del private credit.

L'FSB ha citato timori legati a un potenziale aumento dei default, all'elevata concentrazione degli investimenti e a una generale mancanza di trasparenza all'interno del settore.

Un'analisi di Reuters ha evidenziato un interessante cambiamento derivante da queste tensioni: un riequilibrio del panorama dei prestiti tra fondi privati e banche convenzionali.

Lo studio ha rilevato che alcuni mutuatari statunitensi si stanno allontanando dal private credit per optare per prestiti sindacati guidati dalle banche, poiché le condizioni di finanziamento nel mercato del private credit sono diventate meno competitive e il credito bancario tradizionale risulta notevolmente più economico per determinate società.

Ulteriori risultati trimestrali delle Business Development Companies (BDC) quotate hanno illustrato l'impatto delle tensioni nel settore software sul private credit. Reuters ha riportato che i principali asset manager, Blackstone e BlackRock, hanno entrambi ridotto la valutazione dei propri fondi di private credit nel primo trimestre.

BlackRock, ad esempio, ha tagliato il valore di un fondo del 5%, mentre il Secured Lending Fund di Blackstone ha visto il proprio valore patrimoniale netto (NAV) per azione scendere del 2,4%.

Il più grande fondo di private credit quotato di Blue Owl prevede di ridurre la propria esposizione al settore software, segnalando una rivalutazione del comparto in termini di multipli, prospettive di crescita e aumento della concorrenza nei finanziamenti al settore.

Per onestà intellettuale, sebbene esistano preoccupazioni su potenziali default nel private credit, non è imminente un'ondata generalizzata di scadenze che richiedano un rifinanziamento immediato. Un'analisi di Reuters, basata sui documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense da 74 fondi di private credit, suggerisce che i principali 'muri di scadenze' del debito per i mutuatari del settore si collochino generalmente più avanti, nel 2027 e nel 2028.