FRANCOFORTE (dpa-AFX) - Clima positivo sui mercati azionari tedeschi ed europei: proprio all'inizio del nuovo anno il Dax e il suo omologo dell'Eurozona, l'EuroStoxx 50, hanno registrato balzi verso nuovi massimi storici; il Dax ha superato per la prima volta la soglia dei 25.000 punti. Il forte andamento dell'anno precedente – Dax più 23 percento, EuroStoxx più 18 percento – sembra proseguire senza soluzione di continuità. Gli investitori puntano su una ripresa dell'economia tedesca e, di conseguenza, anche di quella europea. Tuttavia, non si potrà fare a meno di un sostegno dagli Stati Uniti. Ed è proprio qui che si nascondono possibili ostacoli. Gli investitori non dovrebbero inoltre ignorare possibili sorprese negative derivanti dalle crisi politiche a livello globale.
"La situazione geopolitica resta tesa, ma sui mercati finanziari regna una dimostrativa tranquillità", riassumono gli esperti del servizio borsistico Index-Radar. Mentre i rischi politici riempiono le prime pagine, gli indici salgono a livelli record. "Secondo noi, tre forze alimentano l'entusiasmo per gli acquisti: tecnologia, settore della difesa e un mercato petrolifero che, a ben vedere, offre maggiori margini di manovra alla politica monetaria."
Infatti: se dovesse essere rilanciata l'industria petrolifera, in gran parte in crisi, dello stato sudamericano del Venezuela, i prezzi del petrolio potrebbero continuare a scendere. Ciò potrebbe anche ridurre l'inflazione, poiché il petrolio è la materia prima di molti prodotti. Banche centrali come la statunitense Fed e la Banca Centrale Europea (BCE) avrebbero così maggiore spazio per ulteriori tagli dei tassi d'interesse.
Guardando agli Stati Uniti, gli esperti si aspettano comunque ulteriori riduzioni dei tassi nel corso dell'anno, mentre la BCE dovrebbe aver raggiunto il suo obiettivo per ora. I tassi d'interesse relativamente bassi con cui l'Eurozona si avvia verso il 2026, anno carico di speranze di ripresa, favoriscono sia il settore pubblico che le imprese.
In questo contesto, la politica economica del governo federale tedesco gioca un ruolo chiave, spiega Robin Winkler, capo economista per la Germania presso Deutsche Bank Research. "I tagli dei tassi della BCE sono conclusi e la politica monetaria non darà più ulteriori impulsi espansivi. Il fondo speciale per infrastrutture e neutralità climatica deve essere utilizzato in modo mirato per ottenere effetti di crescita a lungo termine." Tuttavia, dopo anni di stagnazione, nel 2026 si intravede una ripresa dell'economia tedesca.
Sulla stessa linea si esprime anche lo stratega azionario Mislav Matejka della banca JPMorgan. Dopo la pausa di fine 2025 sulle borse europee, guarda con ottimismo al primo semestre. Gli stimoli economici tedeschi dovrebbero mostrare sempre più i loro effetti. Inoltre, secondo Matejka, alcuni investitori non tengono conto degli effetti secondari di una ripresa dell'economia cinese sulle aziende europee, da cui potrebbero beneficiare non solo le società minerarie.
Un ulteriore impulso potrebbe arrivare anche da un cessate il fuoco nella guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, aggiunge Matejka. Un percorso verso la fine della guerra farebbe scendere i prezzi dell'energia e migliorerebbe il clima generale per le azioni. Molti esperti sottolineano, in questo contesto, la ricostruzione delle infrastrutture ucraine distrutte e di molte città e villaggi. Imprese edili, produttori di materiali da costruzione e di tecnologie energetiche, ad esempio, ne sarebbero i principali beneficiari.
Anche l'economista capo Ulrich Kater di Dekabank si mostra fondamentalmente ottimista, ma invita a non sottovalutare i rischi. L'attuale ristrutturazione dell'economia mondiale sta innescando enormi investimenti. "Si va dai programmi statali per le infrastrutture fino alla nuova corsa mondiale alla tecnologia per la migliore intelligenza artificiale (IA)." Questo genera innovazione, crescita e maggiori profitti aziendali, "ma le nuove rivalità geopolitiche possono, d'altra parte, trasformarsi rapidamente in ostacoli per l'economia mondiale."
Secondo Kater, la lista dei rischi va da ulteriori conflitti militari a una concessione di credito eccessiva alle aziende tecnologiche. "Se uno di questi rischi dovesse effettivamente interrompere ancora una volta le catene di approvvigionamento o la domanda dei consumatori, i mercati azionari potrebbero tornare a scendere."
Quanto siano vulnerabili le catene di approvvigionamento globali è stato dimostrato di recente dalla disputa sull'approvvigionamento di terre rare. La Cina utilizza la sua posizione dominante nell'estrazione di queste materie prime, fondamentali per le tecnologie moderne, come leva nei conflitti commerciali con gli Stati Uniti e l'UE. Anche la politica doganale statunitense sotto il presidente Donald Trump dovrebbe rimanere imprevedibile.
Inoltre, la Cina potrebbe adottare una linea più dura sulla questione di Taiwan, il che porterebbe a un'escalation del conflitto con gli Stati Uniti. In tal caso, anche per le aziende europee le catene di approvvigionamento globali sarebbero minacciate. Il presidente e segretario del partito cinese Xi Jinping ha ribadito nella sua dichiarazione di Capodanno la pretesa di una riunificazione con Taiwan.
Ulteriori tensioni sono causate anche dagli Stati Uniti, con le rivendicazioni avanzate da Trump sulla ricca isola artica di Groenlandia, che appartiene alla Danimarca. L'UE e numerosi stati europei criticano le pretese del governo statunitense. Trump aveva temporaneamente parlato di un acquisto della Groenlandia, ma non aveva escluso nemmeno l'uso dell'esercito americano.
Nonostante tutto l'ottimismo riguardo a intelligenza artificiale (IA), robotica e trasformazione dell'economia mondiale, gli investitori dovrebbero quindi prepararsi anche nel 2026 a maggiori oscillazioni sui mercati azionari. Nel complesso, tuttavia, gli esperti rimangono fiduciosi per l'anno in corso. Secondo i dati attuali dell'agenzia Bloomberg, gli strateghi delle principali banche e case d'investimento vedono il Dax a fine 2026 in media a 26.350 punti, mentre la media per lo Stoxx Europe 600 è di 620 punti. Ciò rappresenterebbe, rispetto ai livelli attuali, un aumento di circa il cinque percento e circa il tre percento rispettivamente./mis/ck/zb
--- Di Michael Schilling, dpa-AFX ---

















