La questione merita tuttavia di essere presa sul serio, poiché riguarda un malinteso molto diffuso sul funzionamento dei mercati finanziari. Partiamo dal principio. Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo quotato in Borsa che mira a replicare la performance di un indice. Quando si acquista una quota di un ETF CAC 40, non si acquistano direttamente le azioni delle quaranta società che compongono l'indice. Si acquista una quota di un fondo che, a sua volta, detiene tali azioni o uno strumento sostitutivo. È qui che la meccanica inizia a divergere dall'intuizione comune.

Il mercato secondario

La prima cosa da comprendere è che la quasi totalità delle transazioni di borsa avviene sul cosiddetto mercato secondario. È, per così dire, il mercato dell'usato. Quando si acquista un'azione TotalEnergies, non la si compra da TotalEnergies, ma da un altro investitore che ha deciso di venderla. L'azienda non incassa nulla. Essa ha raccolto il proprio capitale molto tempo prima, in occasione della quotazione (IPO) o di un aumento di capitale, sul cosiddetto mercato primario.

Lo stesso vale per gli ETF. Quando si acquistano quote di un tracker CAC 40 tramite la propria app di trading, il denaro va alla persona o all'istituzione che vende tali quote, non alle aziende dell'indice. TotalEnergies, LVMH e Airbus non vedono l'ombra del vostro bonifico. Ma la storia non finisce qui.

Il legame indiretto tramite la valutazione

Esiste un meccanismo meno visibile attraverso il quale l'acquisto di un ETF può, indirettamente, interessare le aziende sottostanti. I grandi ETF devono acquistare regolarmente le azioni che compongono il loro indice, in particolare quando vengono create nuove quote per soddisfare la domanda degli investitori. Questi acquisti avvengono sul mercato secondario, ma alimentano la domanda per i titoli in questione, il che può sostenerne le quotazioni. E un'azione che sale significa un'azienda la cui capitalizzazione di borsa aumenta, il che facilita le future raccolte di capitali, migliora la credibilità presso gli istituti di credito e può ridurre il costo del finanziamento.

Si tratta di un legame reale, ma indiretto, diffuso e non paragonabile all'idea di un finanziamento diretto. Il vostro ETF, così come il vostro acquisto sul mercato secondario, non servirà a costruire la futura fabbrica di chip di STMicroelectronics. Esso contribuisce, marginalmente e insieme a milioni di altri investitori, a mantenere un livello di valutazione che permette alle aziende di continuare a operare. L'ETF funge da catalizzatore di questo effetto di massa.

Occorre aggiungere una precisazione tecnica che complica ulteriormente le cose: non tutti gli ETF detengono realmente le azioni dell'indice. Alcuni utilizzano la replica sintetica, ovvero ricorrono a prodotti derivati per riprodurre la performance dell'indice senza mai acquistare i titoli in questione. In questo caso, il legame tra l'investimento e le aziende del CAC 40 è ancora più tenue.

E se investo in un ETF S&P 500?

La domanda sorge spontanea, soprattutto per un investitore europeo: allocare i propri risparmi in un tracker che replica l'S&P 500 significa finanziare l'economia americana a scapito di quella nazionale? La risposta è più sfumata di un semplice sì o no.

Se si acquista una quota di un ETF S&P 500 in Borsa, il denaro va innanzitutto al venditore di tale quota, non ad Apple, Microsoft o Nvidia. Non serve direttamente a costruire una fabbrica negli Stati Uniti né a finanziare un data center in Virginia. Su questo punto, il meccanismo è identico a quello di un ETF CAC 40: la transazione avviene solitamente sul mercato secondario.

Sarebbe però affrettato concludere che la scelta sia neutra. Acquistando un ETF S&P 500, si orientano i propri risparmi verso un'esposizione alle grandi aziende americane. E se la domanda per questi ETF diventa massiccia, può indurre la creazione di nuove quote e quindi acquisti addizionali (diretti o indiretti) sui titoli dell'indice. Non è un finanziamento diretto dell'economia americana, ma è una domanda supplementare per i suoi asset finanziari.

La sfumatura vale anche per la scelta del fornitore. Acquistare un ETF S&P 500 di Amundi piuttosto che uno di BlackRock non cambia fondamentalmente l'esposizione: in entrambi i casi, si acquista la performance dei grandi titoli americani. La differenza, che risiede piuttosto nell'incasso delle commissioni e nell'ecosistema finanziario che gestisce il prodotto, è minima. Un gestore europeo può incassare le (esigue) commissioni, ma il risparmio resta economicamente ancorato al mercato americano.

Un ultimo punto riguardante gli ETF, a prescindere dalla loro nazionalità: detenere un tracker significa delegare i propri diritti di voto al gestore (BlackRock, Amundi, BNP, Vanguard...). Questo è diventato un tema centrale nel dibattito sulla concentrazione e l'esercizio del potere. Non è questa la sede per approfondire, ma si tratta pur sempre di una forma di sovranità, in questo caso azionaria.

Cosa cambia davvero il vostro ETF

Per tornare al tema principale, occorre quindi evitare due errori di interpretazione.

Il primo sarebbe credere che un ETF agisca come un assegno inviato alle aziende dell'indice. Non è così. Quando si acquista una quota di un ETF CAC 40 o S&P 500, il denaro va solitamente a un altro investitore. Le aziende sottostanti non ricevono direttamente il capitale.

Il secondo errore sarebbe concludere che tale scelta non abbia alcun effetto. Su larga scala, la domanda di un ETF può alimentare la domanda per i titoli dell'indice o per gli strumenti finanziari che ne permettono la replica. Ciò non finanzia direttamente le imprese, ma partecipa alla loro valutazione.

Sta qui tutta la differenza. Acquistare un ETF CAC 40 non finanzia direttamente Michelin, LVMH o Sanofi. Acquistare un ETF S&P 500 non finanzia direttamente Apple, Microsoft o Nvidia. Ma in entrambi i casi, si partecipa al grande meccanismo di valutazione che permette loro, al momento opportuno, di finanziare la propria crescita a condizioni favorevoli. È una realtà meno romantica di quanto si immagini, ma anche meno inutile di quanto si possa temere.