A Parigi, il CAC 40 ha chiuso con un lieve calo dello 0,20%, a 8.430,79 punti. Questo ribasso interrompe una serie di quattro rialzi consecutivi, una sequenza inedita dalla fine di novembre 2025 che aveva permesso all'indice parigino di recuperare il 3,50%.

In Germania, il DAX 40 ha terminato con un leggero guadagno dello 0,08%, mentre a Londra il FTSE 100 è riuscito a strappare un +0,11%. Gli indici hanno sfruttato la seduta per una fase di consolidamento orizzontale dopo il recente rialzo legato all'accordo quadro raggiunto tra Iran e Stati Uniti, che dovrà essere firmato venerdì a Lucerna, in Svizzera.

La prudenza delle piazze finanziarie è stata alimentata anche dall'attesa per la prima conferenza stampa successiva alla decisione di politica monetaria del nuovo presidente della Federal Reserve. Sebbene non vi siano dubbi sul fatto che la Fed non modificherà i tassi stasera, emergono alcune preoccupazioni sull'atteggiamento di Kevin Warsh. Durante l'audizione al Senato di due mesi fa, il successore di Jerome Powell aveva auspicato "un cambiamento di regime". In particolare, potrebbe eliminare i "dot plot", il grafico trimestrale molto monitorato in cui ogni membro del Federal Open Market Committee indica con un punto il livello dei tassi previsto per la fine di ogni anno solare, qualora l'economia evolva come anticipato. Per gli investitori si tratta di un segnale di prevedibilità che potrebbe venire meno.

Macroeconomia e materie prime

In mattinata, gli investitori hanno preso atto dei dati sull'inflazione nella zona euro. A maggio, l'indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,1%, come previsto, portando il rialzo su base annua al 3,2%, un dato anch'esso in linea con le previsioni.

Negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio sono state particolarmente solide con una progressione dello 0,9% il mese scorso, superando ampiamente le attese ferme al +0,5%. Si tratta di un segnale positivo per l'economia statunitense, che dipende fortemente dai consumi interni.

Sempre nel Paese nordamericano, le promesse di vendita di abitazioni hanno sorpreso al rialzo. A maggio sono aumentate drasticamente del 3,8%, distanziando la previsione degli analisti che si attestava solo al +0,8%. I dati di aprile sono stati tuttavia rivisti al ribasso dal +1,4% al +0,3%.

Sul mercato valutario, l'euro arretra nei confronti del biglietto verde (-0,14%) e scambia a 1,1593 USD.

Per quanto riguarda le materie prime, al momento della chiusura in Europa, i prezzi del barile di petrolio erano in lieve rialzo dopo essere crollati nei giorni scorsi tornando ai livelli di inizio marzo. A New York, il WTI avanza dello 0,54% a 76,98 USD, mentre a Londra il Brent del Mare del Nord guadagna lo 0,41% a 79,70 USD.

Attualità dei titoli

In Francia, Legrand e Schneider Electric hanno sostenuto il CAC 40 con guadagni rispettivamente del 4,54% e del 2,09%. Anche le banche si sono messe in luce, con Crédit Agricole e Société Générale in crescita dell'1,60% e dello 0,86%.

Al contrario, Orange ha registrato uno dei ribassi più marcati dell'indice parigino, cedendo il 3,26%. Gli analisti di Barclays hanno riavviato la copertura del titolo con una raccomandazione "equal-weight" e un target price di 17 EUR, a causa di un potenziale di rialzo giudicato limitato.

In flessione anche EssilorLuxottica, che ha perso il 4,79%. L'azienda aveva tuttavia annunciato martedì sera un accordo di sviluppo congiunto a lungo termine con la società statunitense Applied Materials, volto ad accelerare la commercializzazione delle future generazioni di sistemi ottici intelligenti per la realtà aumentata e occhiali smart con intelligenza artificiale integrata.

Medincell ha segnato il secondo peggior ribasso del SBF 120 con un crollo del 12,06% in seguito alla pubblicazione di risultati annuali in calo.

Nel resto d'Europa, BMW (-7,97%) ha subito pesanti ma logiche vendite dopo un nuovo avvertimento sugli utili legato al deterioramento del mercato cinese e all'impatto del conflitto in Medio Oriente. Il gruppo punta ora a un margine Earnings Before Interest and Taxes annuale per il segmento automobilistico compreso tra l'1 e il 3%, contro il precedente 4-6%. Gli altri attori del settore sono stati vittime collaterali, nel timore che possano annunciare a loro volta dei profit warning. Mercedes-Benz Group ha perso il 4,33%, Volkswagen il 3,16%, mentre Stellantis e Renault hanno ripiegato rispettivamente del 3,21% e del 2,12%.