(Alliance News) - L'apertura positiva dei listini europei riflette un deciso miglioramento del sentiment di rischio, sostenuto da un repricing favorevole degli asset ciclici e da una compressione dei risk premia geopolitici.

Il driver principale resta il canale macro-geopolitico. Le indiscrezioni su un possibile de-escalation del conflitto con l'Iran - alimentate dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump - stanno innescando un unwind parziale delle coperture sull'energia e una rotazione verso equity beta più elevato.

Il ritracciamento del petrolio agisce infatti come shock disinflazionistico marginale, alleviando le pressioni sulle aspettative di inflazione e riducendo il rischio di un ulteriore tightening aggressivo da parte delle banche centrali.

In questo contesto, il mercato sta prezzando una funzione di reazione più bilanciata da parte della Federal Reserve, nonostante il tono ancora restrittivo emerso dalle dichiarazioni di Michael Barr, che ha ribadito la necessità di mantenere i tassi su livelli elevati per un periodo prolungato.

Così, il MIB marca un attivo dell'1,6% a 44.064,82 punti.

Il CAC 40 di Parigi avanza dell'1,5%, il DAX 40 di Francoforte segna un più 1,8%, mentre il FTSE 100 di Londra avanza con l'1,0%.

Fra i listini minori, il Mid-Cap avanza dell'1,8% a 53.078,87, lo Small-Cap avanza dell'1,2% a 32.543,65 e l'Italia Growth guadagna lo 0,4% a 8.349,60 punti.

Sul MIB avanza bene Prysmian, che si porta su del 3,7% a EUR98,32 per azione dopo lo 0,1% di passivo della vigilia.

Enel - in verde dell'1,4% - ha comunicato martedì di aver acquistato 25,2 milioni di azioni ordinarie proprie tra il 16 e il 20 marzo. Le azioni sono state rilevate al prezzo medio unitario di EUR9,3727, per un controvalore complessivo di EUR236,6 milioni.

Il management di Poste Italiane - in verde dello 0,5% - ha accelerato sull'OPAS su Telecom Italia anche alla luce di operazioni straordinarie che avrebbero reso la società più facilmente scalabile entro maggio, mentre il nuovo Testo unico della finanza, in vigore entro fine marzo, innalza la soglia per l'OPA totalitaria dal 25% al 30% del capitale, come riportato mercoledì da Il Sole 24 Ore.

L'operazione segna anche un cambio di passo sul fronte finanziario: per la prima volta Poste Italiane ricorre in modo significativo al credito bancario, con l'obiettivo di raccogliere fino a EUR2,8 miliardi per la componente in contanti. Il gruppo ha già ricevuto da due primari istituti di credito le cosiddette "highly confident letters", che attestano la fiducia nel supporto finanziario necessario al buon esito dell'offerta.

Inwit apre in rosso dell'1,6% a EUR6,78, dopo le indiscrezioni su una possibile OPA promossa da Ardian, azionista al 31%, insieme a Brookfield Asset Management per arrivare al 100% della società delle torri. Nell'operazione potrebbe essere coinvolta anche JPMorgan, che non ha commentato.

Sul segmento cadetto, spinta su Technoprobe che si porta su del 3,8% a EUR14,60 per azione, alla sua quarta seduta da rialzista.

MAIRE - in verde del 6,2% - ha comunicato mercoledì che Tecnimont Business Unit Integrated E&C Solutions, attraverso la controllata Tecnimont Services, si è aggiudicata un contratto da USD50 milioni per lo studio di riqualificazione della raffineria di Guaracara, situata a Point-à-Pierre, Trinidad e Tobago. "Lo scopo del lavoro comprende una valutazione tecnica e di funzionamento degli impianti e delle apparecchiature del complesso di Guaracara, oltre allo studio di riammodernamento della raffineria con una capacità di circa 150.000 barili al giorno", precisa la società in una nota.

Il board di RCS MediaGroup - in attivo dello 0,7% - martedì ha approvato i conti per il 2025, esercizio chiuso con un utile netto di EUR54,8 milioni, in calo rispetto a EUR62 milioni dell'anno precedente. Il consiglio proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo pari a EUR0,07 per azione, come nello scorso esercizio.

d'Amico cede invece il 2,3%, oggetto di profit taking dopo due sedute in cui ha raccolto quasi il 10%.

Sullo Small-Cap, Centrale del Latte d'Italia avanza del 4,1%, rialzando la testa dopo un filotto ribassista.

Cairo Communication - su dell'1,2% - martedì ha fatto sapere di aver chiuso il 2025 con un utile netto di pertinenza del gruppo pari a EUR39,7 milioni da quello di EUR45,2 milioni al 31 dicembre 2024. La società ha proposto la distribuzione di un dividendo di EUR0,18 per azione da EUR0,16 staccato nel 2024. I ricavi consolidati lordi sono pari a EUR1,12 miliardi da EUR1,16 miliardi nell'anno precedente.

Banca Profilo - in verde dell'1,0% - ha comunicato martedì di aver approvato i risultati dell'esercizio del 2025 confermando i dati preliminari già diffusi lo scorso 9 marzo, quando aveva riportato un utile netto consolidato pari a EUR10,0 milioni, in aumento del 7,7% rispetto a EUR9,3 milioni del 2024. La società ha inoltre fatto sapere che il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea degli azionisti un dividendo di EUR0,007, in diminuzione rispetto al dividendo di EUR0,0128 staccato nel 2025.

EuroGroup Laminations cede invece l'1,2% a EUR1,11 per azione. Berenberg mantiene una raccomandazione "hold" sul titolo e riduce il target price a EUR1,20 da EUR1,60, alla luce di risultati 2025 inferiori alle attese e di un contesto operativo che richiede un rafforzamento strutturale della generazione di cassa. L'analista Giovanni Selvetti sottolinea che la recente tenuta del titolo, arrivato all'indomani dei risultati a salire fino al 5% per poi chiudere a più 1,5%, appare più legata a un rimbalzo tecnico dopo settimane di debolezza che a un miglioramento dei fondamentali.

Fra le PMI, Ena avanza del 5,9% a EUR0,72 per azione prendendosi la vetta del listino.

Matica Fintec - in rosso dell'1,1% - ha comunicato martedì di aver chiuso il 2025 con un fatturato di EUR41,4 milioni, in aumento rispetto a quello di EUR22,1 milioni un anno prima. I ricavi sono in forte crescita, principalmente per effetto dell'ampliamento del perimetro e del contributo per 12 mesi delle società acquisite.

Allcore - in asta di volatilità - ha comunicato martedì di aver chiuso il 2025 con un fatturato di EUR44,3 milioni, in aumento rispetto a quello di EUR43,2 milioni dell'anno precedente. Il valore della produzione è invece rimasto pressoché invariato, a EUR45,7 milioni da EUR45,8 milioni un anno prima. L'Ebitda è calato a EUR2,3 milioni da EUR5,7 milioni e il dato adjusted è sceso a EUR2,7 milioni da EUR5,8 milioni.

Helyx Industries cede invece il 4,0% dopo il 5,6% di attivo della vigilia.

A New York, il Dow Jones ha ceduto lo 0,2%, il Nasdaq ha chiuso in rosso dello 0,8%, mentre l'S&P 500 ha ceduto lo 0,4%.

Fra le piazze asiatiche, il Nikkei è avanzato del 2,9%, lo Shanghai Composite ha raccolto l'1,3%, mentre l'Hang Seng ha chiuso marcando un verde dell'1,1%.

Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD1,1612 da USD1,1587 di martedì sera, mentre la sterlina scambia a USD1,3415 da USD1,3388 di ieri sera.

Tra le commodity, il Brent scambia a USD98,45 al barile da USD103,79 al barile di ieri sera, mentre l'oro vale USD4.563,95 l'oncia da USD4.418,32 l'oncia di ieri sera.

Sul calendario economico di mercoledì alle 1130 CET, si terrà l'asta CTZ italiani con scadenza a due anni mentre dalle 1200 CET il focus si sposta sui mutui statunitensi e, alle 1330 CET, sulla bilancia commerciale degli USA.

A Piazza Affari, invece, sono attesi i risultati di 21 società, tra cui Fincantieri, Danieli & C e Rino Petino.

Di Maurizio Carta, Alliance News reporter

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