(Alliance News) - In Italia, il nome Riello è sinonimo di caldaie e bruciatori. Nata a Legnago nel 1922, la società è cresciuta fino ad acquisire nel 2005 Beretta, uno dei poli italiani più avanzati per l'innovazione nel settore.

Come scrive Il Sole 24 Ore, negli ultimi anni, però, la competizione è aumentata, spinta da investimenti sempre più elevati in tecnologie, sensoristica e Internet of Things: basti pensare a EUR500 milioni previsti da Ariston in Italia tra il 2022 e il 2028.

Riello, oggi controllata dal gruppo americano Carrier - dopo il passaggio da United Technologies -, è stata messa in vendita dopo l'acquisizione della tedesca Viessmann. Le offerte vincolanti sono attese a metà dicembre e il MIMIT ha convocato un incontro per il 18 dicembre mentre i sindacati hanno espresso preoccupazione.

Il gruppo, che fattura circa EUR430 milioni - EUR200 in meno rispetto al 2015 -, mantiene comunque margini positivi.

Secondo Il Sole 24 Ore, sono arrivate sei manifestazioni d'interesse a Bank of America: tra queste, giganti cinesi come Haier e Midea e gruppi italiani come Ariston e Ferroli.

L'interesse è alto perché la tecnologia e la rete di Riello rappresentano un asset strategico in un settore in trasformazione, centrale per industria, abitazioni e comparti sensibili come agricoltura, farmaceutica e difesa. La cessione potrebbe rientrare nelle regole del Golden Power.

La partita è quindi più importante di quanto sembri: riguarda non solo il futuro di Riello ma anche la capacità della manifattura italiana di rafforzarsi in un mercato globale sempre più competitivo.

Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, Alliance News senior reporter

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