Rio Tinto ha ingaggiato JPMorgan e altri due consulenti per la sua potenziale acquisizione di Glencore, un'operazione che potrebbe creare il più grande gruppo minerario al mondo, con un valore superiore a 200 miliardi di dollari, ha riferito a Reuters una fonte a conoscenza della situazione.

Le altre banche coinvolte da Rio Tinto sono Evercore e il gruppo australiano di servizi finanziari Macquarie, ha precisato la fonte. Questi incarichi sono molto ambiti, poiché le banche si contendono una quota di oltre 100 milioni di dollari in commissioni di consulenza che un'operazione di tale portata potrebbe generare. 

L'eventuale transazione rappresenta l'ultimo tentativo di consolidamento nell'industria mineraria globale, mentre le aziende si affrettano a garantirsi riserve di metalli come il rame, necessari per la transizione energetica e l'intelligenza artificiale.

Glencore non ha ancora formalmente nominato un consulente, ha riferito una seconda fonte informata sulla questione. Le persone hanno parlato a condizione di anonimato poiché la questione è riservata. Citi mantiene rapporti con la società, dato che la banca statunitense l'ha già assistita in precedenti operazioni, tra cui il tentativo fallito di acquisizione di Teck nel 2023, come riportato in precedenza da Reuters.

I due giganti minerari avevano già esplorato in passato una possibile fusione delle loro attività, con Rio Tinto che aveva respinto un'offerta di fusione da parte di Glencore nel 2014, sostenendo che non era nell'interesse degli azionisti; anche le più recenti trattative di fusione, a fine 2024, si sono concluse senza un accordo.

Bloomberg aveva già riportato in precedenza i nomi delle banche coinvolte in questo nuovo tentativo.