Ritorno a una calma precaria in attesa del discorso di Trump a Davos
Le Borse europee sono attese su variazioni contenute mercoledì mattina, con la tregua temporanea sul fronte delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa che non basta a scatenare un deciso ritorno verso gli asset rischiosi.
Pubblicato il 21/01/2026 alle 08:39
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Secondo i contratti futures sugli indici, il CAC 40 di Parigi dovrebbe registrare un lieve rialzo dello 0,1% all'apertura, lasciando intravedere un timido rimbalzo dopo sette sedute consecutive in calo, mentre il DAX di Francoforte resterebbe invariato e il FTSE di Londra guadagnerebbe lo 0,1%.
Mentre le preoccupazioni degli investitori restano focalizzate sulle questioni commerciali, una parvenza di calma, o quantomeno l'assenza di sviluppi negativi, sembra essere tornata sui mercati dopo le forti turbolenze di inizio settimana.
Questo fragile ritorno di ottimismo sembra essere sostenuto in particolare da commenti giudicati piuttosto rassicuranti di Donald Trump, che ieri sera, prima di partire per Davos, si è detto fiducioso sulla possibilità di trovare un accordo sulla Groenlandia, in grado di soddisfare sia gli Stati Uniti che i partner della NATO.
Durante il suo intervento nella località sciistica svizzera, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha anch'essa cercato di stemperare i toni ricordando che la sicurezza dell'Artico può essere garantita "solo insieme".
"Ecco perché i dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data", ha sottolineato, ricordando che Bruxelles e Washington avevano raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio.
"E in politica come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, questo deve avere un significato", ha aggiunto von der Leyen, evitando però di menzionare eventuali misure di ritorsione contro gli Stati Uniti.
"Come spesso accade, Trump abbaia molto, ma non morde", ricorda Dan Ives, analista di Wedbush. "Le minacce tariffarie vengono usate come arma di negoziazione, prima di un inevitabile allentamento con l'UE", prevede.
Se la tendenza dovrebbe beneficiare della calma apparente sul fronte commerciale, questa potrebbe rivelarsi relativamente breve, dato che il presidente americano pronuncerà oggi alle 14:30 un discorso molto atteso in occasione del Forum Economico Mondiale di Davos.
Oltre a possibili dettagli sulle politiche doganali, il miliardario americano prevede soprattutto di illustrare la sua visione geopolitica per il Medio Oriente e di dettagliare la sua iniziativa di "Consiglio della Pace" pensata per riportare la calma nella regione.
"A meno di una decisione a sorpresa, sembra poco probabile che la volatilità si attenui rapidamente sui mercati azionari", avverte Alexandre Baradez, responsabile dell'analisi di mercato presso IG France.
"Questo episodio di forti tensioni geopolitiche tra paesi alleati preoccupa molto e "arriva in un momento difficile" per i mercati obbligazionari, poiché le tensioni continuano a persistere sui tassi in Giappone", ricorda.
In Asia, la tendenza sui mercati azionari resta orientata al ribasso, nonostante l'inizio di un allentamento sui rendimenti obbligazionari giapponesi. A Tokyo, l'indice Nikkei perdeva poco più dello 0,4% a fine seduta.
I mercati azionari americani restano anch'essi molto volatili. Dopo le perdite di oltre il 2% registrate ieri sera a Wall Street, i futures sugli indici newyorkesi prefigurano un'apertura in lieve rialzo, ma la tendenza potrebbe essere fortemente influenzata dalle dichiarazioni di Trump a Davos.
L'appetito per il rischio non è stato alimentato dai risultati di Netflix, che ha fatto meglio del previsto nel quarto trimestre ma ha fornito previsioni prudenti per il 2026, sullo sfondo del suo progetto di avvicinamento con Warner.
Gli investitori osserveranno anche gli ultimi dati sull'inflazione nel Regno Unito, che dovrebbe aver continuato a rallentare a dicembre, così come quelli sulle spese per le costruzioni negli Stati Uniti, con particolare attenzione a quelle relative ai data center, che di recente hanno mostrato alcuni segnali di rallentamento.
Mentre le preoccupazioni degli investitori restano focalizzate sulle questioni commerciali, una parvenza di calma, o quantomeno l'assenza di sviluppi negativi, sembra essere tornata sui mercati dopo le forti turbolenze di inizio settimana.
Questo fragile ritorno di ottimismo sembra essere sostenuto in particolare da commenti giudicati piuttosto rassicuranti di Donald Trump, che ieri sera, prima di partire per Davos, si è detto fiducioso sulla possibilità di trovare un accordo sulla Groenlandia, in grado di soddisfare sia gli Stati Uniti che i partner della NATO.
Durante il suo intervento nella località sciistica svizzera, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha anch'essa cercato di stemperare i toni ricordando che la sicurezza dell'Artico può essere garantita "solo insieme".
"Ecco perché i dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data", ha sottolineato, ricordando che Bruxelles e Washington avevano raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio.
"E in politica come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, questo deve avere un significato", ha aggiunto von der Leyen, evitando però di menzionare eventuali misure di ritorsione contro gli Stati Uniti.
"Come spesso accade, Trump abbaia molto, ma non morde", ricorda Dan Ives, analista di Wedbush. "Le minacce tariffarie vengono usate come arma di negoziazione, prima di un inevitabile allentamento con l'UE", prevede.
Se la tendenza dovrebbe beneficiare della calma apparente sul fronte commerciale, questa potrebbe rivelarsi relativamente breve, dato che il presidente americano pronuncerà oggi alle 14:30 un discorso molto atteso in occasione del Forum Economico Mondiale di Davos.
Oltre a possibili dettagli sulle politiche doganali, il miliardario americano prevede soprattutto di illustrare la sua visione geopolitica per il Medio Oriente e di dettagliare la sua iniziativa di "Consiglio della Pace" pensata per riportare la calma nella regione.
"A meno di una decisione a sorpresa, sembra poco probabile che la volatilità si attenui rapidamente sui mercati azionari", avverte Alexandre Baradez, responsabile dell'analisi di mercato presso IG France.
"Questo episodio di forti tensioni geopolitiche tra paesi alleati preoccupa molto e "arriva in un momento difficile" per i mercati obbligazionari, poiché le tensioni continuano a persistere sui tassi in Giappone", ricorda.
In Asia, la tendenza sui mercati azionari resta orientata al ribasso, nonostante l'inizio di un allentamento sui rendimenti obbligazionari giapponesi. A Tokyo, l'indice Nikkei perdeva poco più dello 0,4% a fine seduta.
I mercati azionari americani restano anch'essi molto volatili. Dopo le perdite di oltre il 2% registrate ieri sera a Wall Street, i futures sugli indici newyorkesi prefigurano un'apertura in lieve rialzo, ma la tendenza potrebbe essere fortemente influenzata dalle dichiarazioni di Trump a Davos.
L'appetito per il rischio non è stato alimentato dai risultati di Netflix, che ha fatto meglio del previsto nel quarto trimestre ma ha fornito previsioni prudenti per il 2026, sullo sfondo del suo progetto di avvicinamento con Warner.
Gli investitori osserveranno anche gli ultimi dati sull'inflazione nel Regno Unito, che dovrebbe aver continuato a rallentare a dicembre, così come quelli sulle spese per le costruzioni negli Stati Uniti, con particolare attenzione a quelle relative ai data center, che di recente hanno mostrato alcuni segnali di rallentamento.
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