Il miglioramento della redditività operativa e la solida generazione di cassa supportano una revisione al rialzo della valutazione di Saipem, secondo RBC, che conferma la raccomandazione 'sector perform' e porta il target price a EUR5,00 da EUR4,40, pur in un contesto macro ancora condizionato dalle tensioni in Medio Oriente.

I risultati del primo trimestre 2026 mostrano un'accelerazione significativa dei margini, con ricavi pari a EUR3,53 miliardi ed Ebitda a EUR434 milioni, corrispondenti a un margine di gruppo del 12,3%, in aumento di circa 230 punti base su base annua.

Nel report firmato da Victoria McCulloch, Biraj Borkhataria, Adnan Dhanani e Matthew Russell, gli analisti indicano nell'espansione dei margini della divisione Asset Based Services l'elemento più rilevante del trimestre, con un livello pari al 16,5%, in crescita di circa 370 punti base su base annua e stabile rispetto al quarto trimestre 2025 nonostante la stagionalità.

Il miglioramento è attribuito principalmente alla solida esecuzione dei progetti, con un contributo anche dalla contabilizzazione di una provisione da USD132 milioni legata al progetto eolico offshore di Courseulles-sur-Mer, in linea con il completamento previsto nel primo trimestre 2027.

Parallelamente, anche la divisione Energy Carriers evidenzia progressi, con un margine salito al 2,2% dall'1,3% dello stesso periodo dell'anno precedente.

Sul fronte finanziario, emerge una robusta generazione di cassa, con un free cash flow post-leasing pari a EUR199 milioni, equivalente a circa un terzo della guidance annua di EUR600 milioni. La posizione di cassa netta pre-IFRS 16 migliora a EUR1,2 miliardi da EUR999 milioni di fine 2025, indicando un rafforzamento della qualità del portafoglio.

La guidance per il 2026 viene confermata, con ricavi attesi intorno a EUR15,5 miliardi, Ebitda adjusted a circa EUR1,9 miliardi, flussi di cassa operativi post-leasing per circa EUR1,0 miliardi, capex a EUR450 milioni e free cash flow a circa EUR600 milioni.

Permangono tuttavia elementi di incertezza legati al contesto geopolitico: una possibile chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz potrebbe impattare le catene di approvvigionamento e la logistica globale, pur potendo al contempo sostenere ulteriori investimenti nel settore energetico.

Le stime di RBC indicano una crescita progressiva dei fondamentali, con ricavi attesi salire da EUR15,50 miliardi nel 2025 a EUR15,91 miliardi nel 2026 e a EUR16,13 miliardi nel 2027, mentre l'Ebitda è previsto in aumento da EUR1,72 miliardi a EUR1,95 miliardi e successivamente a EUR2,06 miliardi. L'utile per azione è stimato in crescita da EUR0,16 a EUR0,19 e a EUR0,21, a fronte di un multiplo EV/Ebitda in progressiva riduzione fino a circa 4,2 volte nel 2028.

Dal punto di vista valutativo, il titolo tratta a circa 4,3 volte l'EV/Ebitda atteso per il 2027, mentre il nuovo target price incorpora un multiplo di 5 volte, coerente con una fase di normalizzazione del ciclo e con prospettive di crescita sostenute dal backlog.

Quest'ultimo resta un elemento chiave, mantenendosi sopra EUR30 miliardi e garantendo circa il 90% di copertura della guidance 2026, con una significativa esposizione al Medio Oriente e all'Africa subsahariana.

Nel complesso, secondo RBC, la traiettoria dei margini e la generazione di cassa continuano a supportare il miglioramento dell'esecuzione operativa, con una generazione cumulata di free cash flow attesa superiore a USD2,2 miliardi nel periodo 2025-2028.

Tra i principali rischi, gli analisti indicano l'andamento dei prezzi delle commodity, l'esecuzione dei contratti e le possibili implicazioni operative legate al contesto geopolitico.