UBS ha confermato la raccomandazione 'buy' su Saipem e ha alzato il target price a EUR4,90 per azione da EUR4,70, ritenendo che gli sviluppi del secondo trimestre abbiano rafforzato il profilo operativo del gruppo nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Nel report firmato da Anna Kishmariya, Henri Patricot e Joshua Stone, gli analisti osservano che "al di là del conflitto in Medio Oriente, le cose si sono mosse nella giusta direzione per Saipem nel corso del secondo trimestre", confermando una visione positiva sia sulla società sia sul settore dei servizi petroliferi.

Nel trimestre la raccolta ordini è accelerata a circa EUR3 miliardi, rispetto a EUR1,7 miliardi del primo trimestre e EUR2,2 miliardi dello stesso periodo del 2025. Tra gli sviluppi principali figurano il via libera preliminare dell'autorità antitrust brasiliana alla fusione con Subsea7, la cessione delle attività di perforazione in acque basse in Arabia Saudita ad ADES e il limited notice to proceed da circa USD150 milioni ricevuto da ExxonMobil per il progetto Longtail in Guyana, il cui contratto definitivo potrebbe valere tra USD750 milioni e USD1,5 miliardi.

UBS evidenzia inoltre che le condizioni economiche del progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita dovrebbero risultare più favorevoli rispetto ai precedenti lavori svolti nel Paese.

Per il secondo trimestre, i cui risultati saranno pubblicati il 27 luglio, la banca prevede ricavi pari a EUR3,7 miliardi ed Ebitda di EUR474 milioni, sostenuto dal mantenimento dei margini della divisione Asset Based Services e dal miglioramento di Engineering & Construction. Il free cash flow dopo i pagamenti per leasing è atteso positivo per EUR68 milioni, nonostante un impatto negativo di EUR65 milioni sul capitale circolante.

Secondo UBS, il principale elemento di attenzione sarà la conferma della guidance. Pur ricordando che le indicazioni del management presupponevano una rapida normalizzazione del conflitto in Medio Oriente, gli analisti ritengono che il memorandum d'intesa tra USA e Iran e il miglioramento del traffico nello Stretto di Hormuz abbiano ridotto il rischio di ritardi nei progetti in Qatar, tanto da non incorporare più slittamenti nelle proprie stime.

Per il periodo 2026-2030, UBS prevede ricavi sostanzialmente stabili tra EUR14,7 miliardi e EUR16 miliardi, con Ebit in crescita fino a EUR1,65 miliardi, utile netto oltre EUR1 miliardo nel 2030 e una posizione di cassa netta destinata ad aumentare fino a EUR3,36 miliardi.

L'aggiornamento del modello incorpora la vendita delle attività di perforazione in acque basse ad ADES, che riduce in media del 3% le stime di Ebitda tra il 2026 e il 2030. UBS ha tuttavia aumentato il multiplo di valutazione price/earnings a 12 mesi a 13 volte da 12 volte, grazie a una raccolta ordini superiore alle attese, portando così al nuovo prezzo obiettivo.

Tra i principali catalizzatori futuri la banca indica l'acquisizione di nuovi contratti, l'evoluzione del progetto Mozambique LNG e il completamento dell'iter autorizzativo della fusione con Subsea7.