Giù petrolio e gas, oro rallenta ma resta sui massimi
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 gen - Ritrovano vigore le Borse europee e archiviano una seduta decisamente positiva, grazie alle schiarite sul dossier Groenlandia e, in particolare, il dietrofront del presidente Trump sui dazi. Milano riconquista i 45mila punti (45.091), con il Ftse Mib in rialzo dell'1,36%.
I toni più concilianti del tycoon hanno subito restituito slancio ai settori più esposti alle questioni tariffarie come automotive e tecnologici, quest'ultimi sostenuti anche dall'ottimismo del ceo di Nvidia, Jensen Huang, considerato "termometro" dell'andamento del settore. Specularmente, le vendite si sono concentrate sul comparto della difesa.
L'inquilino della Casa Bianca ha escluso l'uso della forza nella regione artica. Intanto, a seguito dei colloqui intercorsi a Davos tra Trump e il segretario generale della Nato, Mark Rutte, secondo fonti vicine, Usa e Danimarca rinegozieranno il loro accordo di difesa del 1951 sulla Groenlandia: la sicurezza dell'Artico sarà dunque rafforzata e i Paesi europei della Nato vi contribuiranno. Il presidente Usa ha lasciato oggi Davos, dove prosegue il World economic Forum, dopo un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durato oltre un'ora, a porte chiuse e senza giornalisti.
Oltreoceano intanto gli scambi procedono con il segno più, dopo la pubblicazione di una serie di indicatori macro. L'inflazione Pce, misura preferita dalla Federal Reserve per calcolare l'inflazione, è cresciuta a novembre dello 0,2% rispetto al mese precedente, e rispetto a un anno prima del 2,8%, in entrambi i casi in linea con le attese. Sempre negli Usa, il Pil del terzo trimestre in seconda lettura è stato rivisto al rialzo a +4,4% da +4,3%, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono 200mila, mille in più rispetto alla precedente.
A Piazza Affari, ad occupare le prime posizioni del listino sono Buzzi (+3,89%) Nexi (+3,86%) e Azimut (+3,02%). Tonico il comparto bancario con Unicredit (+2,95%) Mediolanum (+2,78%), Mediobanca (2,28%) e Mps (+2,12%) tra le migliori. Acquisti anche su Stellantis (+1,88%) e su St (+1,65%) a braccetto dei rispettivi comparti. In coda al listino scivolano i titoli della Difesa, Leonardo (-3,1%) e Fincantieri (-8,73%), dopo i rialzi delle sedute precedenti.
Sul fronte dei cambi, persiste la debolezza del biglietto verde, con l'euro/dollaro che riaggancia quota 1,175. L'oro rallenta la corsa ma resta sui massimi, con il contratto spot a 4.877 dollari l'oncia (+0,95%). Prendono fiato le quotazioni dell'energia, con i cali di greggio e gas naturale: Wti -1,3% a 59,8 dollari al barile, Brent -1,3% a 64,3 dollari. Il gas scambiato ad Amsterdam, dopo il rally della vigilia che lo aveva portato a sfiorare i 40 euro, scende del 2,8% a 38 euro al megawattora.
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