di Jesús Aguado e Valentina Za

MADRID/MILANO, 22 maggio (Reuters) - La spinta dell'Europa a ridurre la propria dipendenza dai colossi statunitensi dei pagamenti Visa e Mastercard ha creato una frattura tra la Banca centrale europea e le società finanziarie desiderose di salvaguardare i propri ricavi, ostacolando gli sforzi volti a creare un sistema autonomo.

È quanto riferito da diverse fonti coinvolte nella questione.

L'impennata dei pagamenti senza contanti registrata dall'inizio della pandemia di Covid-19 ha aumentato la dipendenza della zona euro dalle società statunitensi, che gestiscono quasi due terzi dei pagamenti con carta nell'Unione. Anche aziende come PayPal e Apple hanno ampliato la propria presenza.

I funzionari europei hanno definito la sovranità dei pagamenti come una priorità strategica, poiché un ordine globale frammentato aumenta il rischio che l'accesso ai sistemi di pagamento venga strumentalizzato, mentre nuove forme di denaro mettono in discussione il ruolo dell'euro.

La Bce sta cercando di introdurre un euro digitale entro il 2029 - essenzialmente un portafoglio online garantito dalla Bce ma gestito da società private, comprese le banche.

Le banche europee, tuttavia, hanno espresso preoccupazione per il fatto che un euro digitale porterebbe i clienti a trasferire parte del contante dalle banche alla sicurezza di un portafoglio garantito dalla Bce, e stanno valutando diverse opzioni.

Mercoledì, altre 25 banche, tra cui ABN Amro e Sabadell, hanno aderito a un consorzio europeo che intende lanciare una criptovaluta ancorata all'euro.

"Gli attori pubblici e privati si stanno muovendo nella stessa direzione strategica, ma con incentivi e tempistiche non allineati", ha affermato Paolo Gusmerini, direttore del settore digital banking presso la società di consulenza PwC.

LIMITE ALLE COMMISSIONI DEI COMMERCIANTI

I timori del settore finanziario hanno bloccato per tre anni la legislazione, in seno al Parlamento europeo, relativa all'emissione di una valuta digitale.

Fernando Navarrete, parlamentare europeo che supervisiona la normativa, ha detto a Reuters che i negoziati sul ruolo esatto dell'euro digitale sono ancora in corso, anche se si aspetta che il voto finale abbia luogo prima della fine dell'estate.

"L'Europa si sta muovendo verso la sovranità dei pagamenti sviluppando sia soluzioni di pagamento private interoperabili sia l'euro digitale. La vera sfida è rendere lo sviluppo di entrambe le opzioni compatibili ed efficienti senza imporre costi aggiuntivi ai cittadini", ha affermato Navarrete.

"E questo dipende dalle scelte progettuali e dagli incentivi su cui ci accordiamo nella legislazione europea", ha aggiunto.

La Bce prevede di fornire gratuitamente l'infrastruttura che sta costruendo per supportare i pagamenti in euro digitale e di limitare le commissioni applicate agli esercenti per l'accettazione di tali pagamenti.

Con i pagamenti con carta nella zona euro che ammontano a circa 3.400 miliardi di euro all'anno, il limite potrebbe costare al sistema di pagamenti privato da 8 a 9 miliardi di euro in mancati ricavi annuali, in base a calcoli di Reuters sui dati della Bce.

Un modo per compensare tale impatto potrebbe essere quello di abbassare le commissioni interbancarie, ovvero le commissioni di transazione che la banca del titolare della carta addebita alla banca del commerciante, secondo gli analisti.

"L'euro digitale deve ancora affrontare questioni relative all'accettazione e al funzionamento della catena del valore commerciale", ha affermato Kunal Jhanji, responsabile dei pagamenti di Bcg per Europa, Medio Oriente, Africa e Sud America.

I commercianti della zona euro pagano circa 3,75 miliardi di euro all'anno solo in commissioni sulle carte di debito, circa la metà a sistemi non Ue e il resto alle banche, secondo i dati della Bce.

Per limitare l'impatto sul settore finanziario in generale, la legislazione sull'euro digitale fisserà un limite alle disponibilità individuali, attualmente previsto a 3.000 euro. Ciò lascia spazio alle banche europee, alle società di pagamento e alle startup tech per gestire i propri sistemi in parallelo, anche se gli addetti ai lavori e i funzionari pubblici hanno sottolineato i rischi di avere più sistemi potenzialmente esposti ad attacchi informatici e guasti tecnici.

Ulrich Bindseil, accademico ed ex alto funzionario della Bce, ha recentemente descritto l'imposizione di un limite come "una grave sconfitta".

"Ci aspetteremmo che la moneta delle banche commerciali fosse subordinata a quella della banca centrale, non il contrario", ha detto Bindseil.

FRAMMENTAZIONE

La Bce vede l'euro digitale come un modo per dotare la zona euro di un'infrastruttura di pagamento unica che il settore privato non ha mai fornito.

In quanto moneta a corso legale, dovrebbe essere accettato dai commercianti, contribuendo a diffondere standard comuni in tutto il blocco.

"Una volta adottato il regolamento, ci sarà la certezza che questi standard si diffonderanno (...) e saranno disponibili per l'uso da parte di soluzioni private", ha affermato Ignacio Terol, a capo dell'unità strategica per l'euro digitale della Bce.

I sistemi di pagamento nazionali come il Bancomat italiano o il Bizum spagnolo hanno invece lavorato per interconnettere le loro reti esistenti.

Questo mese Bizum ha iniziato ad espandere i propri servizi di pagamento istantaneo da persona a persona direttamente ai commercianti, con la società parigina Wero che si sta muovendo nella stessa direzione.

Tuttavia, Terol ha osservato che le banche che distribuiscono servizi come Bizum stanno già traendo ricavi dai partner internazionali nel settore delle carte di pagamento, il che potrebbe impedire loro di presentare un'offerta competitiva ai rivenditori affinché accettino Bizum.

Norman Wooding, fondatore e Ceo del fornitore di servizi di criptovalute Scrypt, ha avvertito che i rapidi cambiamenti nelle innovazioni dei pagamenti da parte del settore privato rischiano di battere sul tempo il progetto della Bce.

"L'innovazione è strutturalmente in anticipo rispetto alla regolamentazione: si valuta un'arancia nel 2026 e nel 2029 potrebbe essere una mela o una banana. I ritardi sono paralizzanti", ha affermato.

(1 dollaro = 0,8624 euro)

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Claudia Cristoferi)