(Alliance News) - Lo scontro tra Cdp ed Euronext per il controllo di Borsa Italiana si sposta nelle aule giudiziarie di Amsterdam. Al centro della disputa, raccontata mercoledì sulle colonne di Milano Finanza, non c'è l'operato dell'amministratore delegato Fabrizio Testa, i cui risultati sono eccellenti — ricavi passati da EUR466 a EUR730 milioni e dividendi raddoppiati per Cdp — ma il potere di nomina.
La Cassa rivendica, in base ai patti parasociali del 2020, il diritto di scegliere i vertici di Piazza Affari, mentre la holding guidata da Stéphane Boujnah intende confermare l'attuale management in autonomia.
Il ricorso depositato da Cdp Equity contesta la violazione degli accordi che garantiscono all'Italia la governance della propria infrastruttura finanziaria. Per Roma, la riconferma automatica di Testa salterebbe le procedure standard di selezione del governo Meloni, impegnato in una vasta tornata di nomine pubbliche.
Il muro contro muro tra Italia e Francia rischia ora di congelare i rinnovi previsti per l'assemblea di aprile, aprendo una crisi diplomatica e legale sugli equilibri della superborsa europea.
Di Michele Cirulli, Alliance News reporter
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