A una settimana da un'assemblea generale che si preannuncia ad alta tensione, la società di biotecnologie OSE Immunotherapeutics ha subito ieri una battuta d'arresto davanti alla giustizia francese. Il Tribunale commerciale di Nantes ha infatti respinto le richieste della società nell'ambito della procedura relativa alla dichiarazione di azione concertata, presentata da un gruppo di azionisti di minoranza.
La biotech francese si vede così respinta la propria azione contro il patto recentemente formato dai suoi azionisti storici, la cui regolarità era stata contestata dalla direzione.
"In sostanza, è stato stabilito che l'azione intentata da OSE non aveva 'alcun valore giuridico', confermando di fatto la costituzione del concerto tra gli azionisti fondatori e preservando i loro diritti di voto in vista dell'assemblea generale del 30 settembre", spiegano in una nota di reazione gli analisti di AllInvest Securities.
Attraverso un comunicato, il consiglio di amministrazione di OSE ha annunciato di aver deciso di non presentare appello contro questa decisione, nell'interesse della società e per consentire lo svolgimento dell'assemblea generale prevista per martedì prossimo.
Dal canto loro, gli azionisti fondatori - Dominique Costantini, Emile Loria e Alexis Peyroles - hanno accolto con favore la decisione del Tribunale commerciale di Nantes, che consentirà loro di mantenere l'integralità dei diritti di voto, pari al 24% del capitale.
I tre azionisti denunciano inoltre una manipolazione fraudolenta dei diritti di voto, una manovra che, secondo loro, sarebbe stata orchestrata dal direttore generale e dall'attuale consiglio di amministrazione.
In OSE si riconosce effettivamente di aver individuato un errore materiale che ha influenzato il calcolo dei diritti di voto, legato all'accelerazione del periodo di maturazione delle azioni gratuite, conseguenza di una qualificazione giuridica errata da parte di uno dei consulenti della società.
"Contrariamente alle affermazioni mendaci diffuse dal gruppo di azionisti di minoranza, questo errore di trattamento, corretto e regolarizzato dal consiglio di amministrazione (...) non deriva da un tentativo di manovra fraudolenta", precisa la società, che dichiara di aver pubblicato un comunicato rettificativo in merito.
Alla Borsa di Parigi, il titolo non ha risentito di questa nuova ondata di tensione mercoledì, registrando invece un rialzo di oltre il 5%.
"A una settimana dall'assemblea generale, la tensione è palpabile e il futuro della società è ora nelle mani degli azionisti chiamati a votare il 30 settembre", avvertono tuttavia gli analisti di AllInvest.

















