Ftse Mib scala quota 45.000, record dal 2001, poi riscende

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 nov - Un quadro settimanale favorevole per le Borse europee, che mettono a segno rialzi diffusi e si muovono in media meglio di Wall Street, che ha risentito di una settimana difficile per il tech, zavorrato dai dubbi su una possibile bolla in stile "dot-com". Timori a cui si aggiungono le incertezze su un futuro taglio dei tassi della Fed nella riunione del prossimo 10 dicembre.

Tornando in Europa, tra gli indici migliori il Ftse Mib (+2,5%), che si porta a 43.994 punti - dopo gli oltre 45.000 punti infrasettimanali - e allunga il progresso da inizio anno a circa il 28,7%. Nel resto del continente avanzano anche il Cac 40 (+2,8%), l'Ibex 35 (+2,8%), il Dax (+1,3%), l'Euro Stoxx (+2,2%) e lo Stoxx Europe 600 (+1,8%), mentre il Ftse 100 (+0,2%) chiude più stazionario. Al di fuori dell'Europa, la settimana è positiva ma finora più contenuta per l'S&P 500 (+0,4%), il Dow Jones (+0,5%) e il Nasdaq (+0,2%), in attesa dei dell'ultima chiusura di Wall Street.

A Piazza Affari il bilancio settimanale è dominato da un forte rialzo di alcuni titoli finanziari e del lusso, a fronte di ribassi altrettanto netti in alcuni comparti difensivi e della tecnologia medicale. In testa al Ftse Mib spicca Banca Monte dei Paschi di Siena (+12%), seguita da Mediobanca (+7,9%) e Banca Mediolanum (+4,7%) a conferma di una settimana di acquisti sui bancari. Si muovono in territorio positivo per il lusso Moncler (+3,4%), Cucinelli (+4,3%) e Ferrari (+2,3%). Acquisti anche su Lottomatica (+6,5%) e Recordati (+6,2%). Sul fronte opposto, la maglia nera va Inwit (-16,5%), seguita da A2A (-8,8%) e Azimut (-4,3%).

Tra i migliori in Europa spiccano Bayer (+9,0%), Siemens Energy (+8,5%), Infineon (+7,9%) e Lvmh (+5,6%). Sul lato dei ribassi prevalgono movimenti più contenuti, con Siemens (-2,9%), Wolters Kluwer (-2,2%), Sap (-2,1%), Deutsche Boerse (-1,5%) e Rheinmetall (-1,3%) a registrare le correzioni più marcate del paniere.

Il petrolio archivia la settimana con il Brent intorno a 64,5 dollari al barile (circa +1,2% su base settimanale) e il Wti a poco meno di 60,2 dollari (+0,8%). L'oro spot si conferma ben intonato, vicino a 4.100 dollari l'oncia con un rialzo di circa il 2,6% nella settimana, mentre il bitcoin resta volatile e scende intorno a 97.000 dollari, -6% rispetto ai 103.000 della chiusura precedente. Sul mercato obbligazionario, il rendimento del Btp decennale si colloca intorno al 3,47%, per uno spread poco sopra i 75 punti base, leggermente inferiore ai livelli di una settimana fa. In valuta, l'euro si muove in lieve rafforzamento contro il dollaro, a 1,1617 da 1,1565 di venerdì scorso.

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