Continua il rally di Mps, Bitcoin -11% a 83mila $
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 nov - In una settimana segnata - nella prima metà - dall'attesa per i conti di Nvidia (risultati migliori delle attese), le Borse sono rimaste comunque frenate dai timori di una possibile bolla sul comparto tech e sull'intelligenza artificiale. E a poco sono servite, nella seduta odierna, le parole del presidente della Fed di New York, John Williams, che ha aperto all'ipotesi di un taglio dei tassi già a dicembre. Così i listini del Vecchio continente archiviano una settimana omogenea nei ribassi. A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso la settimana a 42.661,67 punti, con una flessione del 3% e solo una manciata di punti al di sopra rispetto al mese precedente. A Francoforte il Dax si è sceso del 3,3%, mentre a Madrid l'Ibex 35 registra un -3,2%. Parigi (Cac 40 -2,3%), mentre è stata più difensiva Londra, dove il Ftse 100 ha chiuso a -1,6%. A livello di area euro, l'Euro Stoxx 50 si è attestato a -2,9%. Peggiore performance settoriale in settimana per lo Stoxx Europe 600 Auto & Parts, che cede il 4,8%.
Piazza Affari ha visto movimenti settimanali molto differenziati. In testa alla classifica dei rialzi spicca per la seconda settimana di fila Banca Mps (+8,5% da lunedì), seguita da Lottomatica (+7,5%) e Mediobanca (+5,6%). Bene anche Hera a +3,6%, Italgas a +2,8% e Saipem a +2,7%, mentre Banca Mediolanum è avanzata del 2,4%. Sul fronte opposto, Inwit ha chiuso come maglia nera la settimana con un tonfo dell'16,4% in cinque sedute, seguita A2a (-11,6%), Leonardo (-8,9%, anche se da inizio anno la performance rimane a +77,5%) e St (-6,7%).
Sul fronte delle materie prime, il petrolio Brent si è portato intorno a 62,3 dollari al barile, -3% rispetto a una settimana fa, mentre il Wti americano è sceso a 58,5 dollari (-3,7% da venerdì scorso). Il gas naturale Ttf ad Amsterdam è arretrato in area 30,5 euro/Mwh, con una flessione di circa l'1,9% in settimana. L'oro ha invece consolidato la sua posizione, con il contratto spot intorno a 4.088 dollari l'oncia, in lieve rialzo di circa lo 0,2% rispetto a venerdì scorso e con i future sostanzialmente allineati. Più decisa la correzione delle criptovalute: il Bitcoin è sceso a circa 83.400 dollari, in ribasso di circa l'11% sulla settimana precedente, quando viaggiava sopra quota 94.000 dollari. Sul valutario, l'euro è scivolato a 1,1504 dollari (da 1,162 di una settimana fa), pari a una flessione di circa l'1% per la moneta unica.
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