Bene i petroliferi, in coda Nexi
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 gen - La seduta di Piazza Affari si è dunque chiusa con il segno meno, con mercato che ha privilegiato la cautela. Sul listino principale, il nodo che ha catalizzato l'attenzione nel comparto finanziario è stato quello di Unipol (-3,1%) e di Nexi (-4,2%) su cui secondo indiscrezioni stampa pesa la possibile uscita del Cfo. Vendite anche su Mps (-2,8%), in sofferenza dopo il rinvio della decisione sul regolamento della lista del cda, con la quale dovrà rinnovare la governance la prossima primavera. La banca ha spiegato: "Si è deciso di effettuare ulteriori approfondimenti per giungere all'approvazione del regolamento in tempi rapidi e con una chiara formalizzazione delle regole di governance, in vista dell'assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 4 febbraio per l'approvazione delle modifiche statutarie". Nel perimetro bancario, la debolezza si è estesa anche a Mediobanca (-3,2%) e Bper Banca (-1,6%). In rosso anche Finecobank (-2%).
Sul fronte opposto, a sostenere Piazza Affari è stato il blocco degli energetici e della difesa. Saipem (+4,4%) si è confermata in evidenza, così come Eni (+2%) che ha beneficiato del petrolio in rialzo e dell'annuncio dell'accordo vincolante con Socar - società petrolifera statale della Repubblica dell'Azerbaijan - per la cessione del 10% del Progetto Baleine in Costa d'Avorio. In progresso anche la difesa con Leonardo (+2,1%) e Fincantieri(+1,3%), in scia all'effetto della maxi Ipo ad Amsterdam del gruppo ceco della difesa Csg, con una capitalizzazione iniziale da 25 miliardi di euro, nella più grande Ipo nel settore della difesa mai registrata al mondo.
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