A Parigi, il CAC 40, che aveva mostrato resistenza il giorno precedente (+0,08%), balza dell'1,05%, a 8 154 punti, mentre il DAX 40 a Francoforte segue la stessa tendenza con un guadagno dell'1,41%, a 24 907 punti. Infine, l'indice Euro Stoxx 50 sale dell'1,42%, a 5 966 punti.

A Davos, dopo un discorso molto atteso (in lode degli Stati Uniti), Donald Trump ha ritirato le minacce di un aumento dei dazi sulle importazioni verso gli Stati Uniti di prodotti provenienti da paesi che sostengono la Groenlandia, tra cui la Francia.

Il presidente americano ha inoltre abbandonato l'idea di ricorrere alla forza per mettere le mani sulla Groenlandia e ha menzionato un accordo con la NATO sull'isola artica.

Questi annunci hanno permesso ai tassi obbligazionari di rilassarsi, in particolare negli Stati Uniti. Il rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni è passato da un picco del 4,3105% il 20 gennaio, al 4,2389%.

Sul mercato valutario, l'euro si rafforza leggermente rispetto al dollaro (+0,07%), e viene scambiato a 1,1693 dollari.

Per quanto riguarda le materie prime, i prezzi del petrolio sono in calo e a Londra il barile costa 64,45 dollari (-1,33%), mentre a New York si attesta a 59,88 dollari (-1,22%).

A livello macroeconomico, l'agenda è vuota in Europa, ma sarà più ricca questo pomeriggio negli Stati Uniti. Gli investitori seguiranno con interesse i dati finali del PIL del terzo trimestre degli Stati Uniti, dove Donald Trump ha già annunciato che sarà in crescita del 5,4% nel quarto trimestre. Sempre oltreoceano, ci saranno le spese e i redditi delle famiglie, dati sempre importanti che riflettono i consumi interni del paese, e ci saranno anche le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e l'indice dei prezzi al consumo delle famiglie, una componente dell'inflazione.

L'agenda microeconomica è anch'essa ricca con le pubblicazioni trimestrali di Procter & Gamble, GE Aerospace, Abbott Laboratories, Intel...
In Europa, le notizie a livello aziendale sono particolarmente numerose.

Ubisoft crolla del 33,78% dopo aver lanciato un vasto piano di riorganizzazione che ha portato il gruppo a rivedere al ribasso i propri obiettivi finanziari. Gli analisti di Oddo BHF parlano di un "mega profit warning".

Al contrario, Interparfums si distingue con un incremento del 4,84%, dopo aver annunciato ricavi organici annuali in crescita del 4,3%, a 918 milioni di euro, grazie a una fine d'anno leggermente migliore delle attese.

All'interno del CAC 40, Michelin e Orange sono anch'essi tra i migliori con rialzi rispettivamente del 2,51 e 3,30%. Il primo ha presentato dati preliminari per l'esercizio 2025, con in particolare un free cash-flow superiore alle attese. Il secondo ha confermato che con Bouygues Telecom e Iliad (casa madre di Free) sono in corso discussioni per l'acquisizione di una gran parte delle attività di telecomunicazioni del gruppo Altice.

Sempre nelle telecomunicazioni, la norvegese Telenor vola dell'8,06%, dopo aver raggiunto un accordo con Arise Digital per venderle il 24,95% delle azioni della thailandese True.

Da parte sua, Volkswagen sale del 4,42%. Il costruttore automobilistico tedesco ha indicato che supererà il proprio obiettivo annuale di generazione di cassa nell'esercizio 2025.

In Spagna, Bankinter perde il 2,33%. Eppure, la banca ha registrato una forte crescita degli utili trimestrali, ma il titolo è vittima di prese di profitto dopo un balzo dell'85% lo scorso anno.