Venerdì gli analisti non si aspettavano nulla di buono dopo l'annullamento da parte di Stellantis della conferenza telefonica di presentazione dei risultati trimestrali. Il costruttore ha dato loro ragione pubblicando questa mattina alcune indicazioni sui risultati del primo semestre.

In termini di previsioni, Stellantis ha soprattutto condiviso una serie di cattive notizie: oneri straordinari (ben 3,3 miliardi di euro), aumenti dei costi, shock doganali e effetti di cambio sfavorevoli. In poche parole: il solito cocktail di tempi difficili, accompagnato da un pizzico di promesse su “effetti positivi attesi nella seconda metà dell'anno”, che convincono solo chi vuole crederci.

Il risultato sono 3 miliardi di euro di cash-flow “industriale” negativo e una perdita netta di 2,3 miliardi di euro nel primo semestre:

Résultats de Stellantis

Screenshot del comunicato stampa Stellantis

Il secondo trimestre è un piccolo concentrato di globalizzazione contrastata: -6% delle consegne globali, penalizzate dal Nord America (-25% per il fatturato), ma non solo. Le vendite alle flotte si sciolgono come neve al sole, la produzione è in stallo e solo Jeep e Ram tengono duro, giusto per salvare le apparenze. L'Europa, dal canto suo, è in difficoltà con un calo del 6% delle fatturazioni. Per addolcire la pillola, Stellantis sottolinea una progressione sequenziale lusinghiera delle sue smart car, che partono da livelli molto bassi.

Attenzione, a differenza della prima tabella, la seconda si riferisce solo al secondo trimestre. Si osserva che i mercati chiave sono in difficoltà, in particolare gli Stati Uniti:

Livraisons de Stellantis au S1 2025

Screenshot del comunicato stampa Stellantis

Unico spiraglio in questo cupo scenario borsistico: i mercati emergenti. Africa, Medio Oriente e America Latina registrano una crescita impressionante (+22%).

I risultati finanziari del primo semestre 2025 saranno pubblicati come previsto il 29 luglio 2025 e lo stesso giorno si terrà una conferenza telefonica con il CEO Antonio Filosa e il CFO Doug Ostermann.