Jefferies vede per Stellantis possibili oneri straordinari di fine esercizio compresi tra EUR5 miliardi ed EUR9 miliardi, legati principalmente a garanzie, revisione della strategia elettrica e compensazioni ai fornitori, in un contesto di scarsa visibilità che avrebbe contribuito alla debolezza del titolo da inizio dicembre.
Secondo la banca d'affari, la casa automobilistica potrebbe anticipare tali rettifiche in occasione della pubblicazione dei risultati, prevista il 26 febbraio. Prendendo come riferimento gli annunci di Ford e General Motors nel quarto trimestre, Jefferies stima che fino a EUR2 miliardi potrebbero tradursi in esborsi di cassa, mentre il resto avrebbe natura prevalentemente contabile.
Nel dettaglio, le principali voci includerebbero svalutazioni legate all'elettrico per EUR2-3 miliardi, a seguito dell'eliminazione del Ram BEV, della riduzione delle aspettative sui volumi EV e della cancellazione di alcune versioni powertrain.
A questo, si aggiungerebbero circa EUR2 miliardi di compensazioni ai fornitori, in parte diluite nel 2026, oltre a una rivalutazione delle passività per garanzie stimata tra EUR2 e EUR4 miliardi, che porterebbe l'incidenza sul fatturato annuo all'8–9%, in linea con Ford e GM, rispetto all'attuale 6,4% di Stellantis.
Ulteriori oneri potrebbero derivare dal ridimensionamento delle joint venture sulle batterie con LG e Samsung, dai costi di riduzione della capacità produttiva in Canada e da possibili svalutazioni dei crediti legati ai gas serra.
Nonostante il potenziale impatto delle rettifiche, Jefferies non modifica le stime operative per il 2025, che prevedono un Ebit adjusted di EUR2,8 miliardi - margine dell'1,9% - e un free cash flow Automotive negativo per EUR2,1 miliardi. Il Nord America è atteso in perdita per EUR453 milioni sull'intero esercizio mentre l'Europa dovrebbe generare EUR380 milioni e l'America Latina circa EUR2,3 miliardi.
Guardando al 2026, gli analisti stimano un miglioramento di circa EUR3 miliardi dell'Ebit adjusted in Nord America, sostenuto da oltre 100.000 unità aggiuntive nei segmenti a maggiore mix - Ram, Dodge e Jeep - nonostante un impatto negativo dei dazi USA stimato in EUR1 miliardo, parzialmente compensato da crediti alla produzione.
Restano, inoltre, venti contrari legati al cambio e alle tariffe fino allo spostamento negli USA della produzione di Cherokee e Compass, previsto per il 2027.
In Europa, Jefferies prevede un recupero graduale dei volumi grazie ai nuovi modelli, inclusi i veicoli commerciali leggeri e Leapmotor, oltre al venir meno di oneri legati ai powertrain e a minori accantonamenti per CO2.
Sul piano strategico, il broker sottolinea come le solide performance iniziali post-fusione - sostenute da sinergie, pricing favorevole e taglio dei costi - si siano deteriorate negli ultimi 18 mesi. Il nuovo management è ora chiamato a rilanciare marketing e prodotto, rivedere la struttura del gruppo e intervenire sulla capacità produttiva, facendo leva su efficienza del capitale, presenza globale e manifattura a basso costo.
Jefferies considera Stellantis una rara opportunità ciclica tra gli OEM, con un profilo rischio/rendimento favorevole: il target price base è fissato a EUR13 - su del 55% rispetto alla chiusura di ieri, con uno scenario rialzista a EUR18 e un potenziale aumento del 114% in caso di rapida esecuzione del piano industriale e miglioramento dei margini e uno scenario ribassista a EUR7, in calo del 17%, qualora persistano pressioni su quote di mercato e redditività.
Un aggiornamento agli investitori è atteso il 21 maggio, appuntamento che dovrebbe offrire maggiore visibilità sui progressi negli USA e sulle opzioni strategiche in Europa mentre il gruppo procede nella "pulizia" del bilancio e nel reset delle priorità industriali.



















