La sterlina si è stabilizzata giovedì sia contro il dollaro sia contro l'euro, dopo due giorni di forte deprezzamento, ma si prevede ulteriore volatilità in vista della riunione della Banca d'Inghilterra prevista per la prossima settimana.

L'ultima quotazione della valuta britannica era di 1,3182 dollari, leggermente al di sopra del minimo intraday di oltre cinque mesi toccato mercoledì a 1,3142 dollari.

Contro l'euro, la sterlina si attestava a 88,1 pence, poco sotto i 88,16 pence registrati mercoledì, livello più debole dal maggio 2023.

Questa settimana la valuta britannica è stata influenzata dagli sforzi di trader e analisti di digerire la serie di dati economici pubblicati la scorsa settimana, in particolare i dati sull'inflazione risultati inferiori alle attese, in attesa della prossima riunione della BoE.

Goldman Sachs, ad esempio, mercoledì ha cambiato la propria previsione sulla BoE e ora si aspetta un taglio dei tassi.

I mercati attualmente stimano circa una probabilità su tre di un taglio dei tassi di 25 punti base da parte della BoE la prossima settimana, lasciando la sterlina vulnerabile a movimenti in entrambe le direzioni a seconda della decisione della banca centrale o di eventuali cambiamenti nelle aspettative di mercato riguardo a un taglio.

Nel contesto attuale si inseriscono anche voci e speculazioni sull'entità degli aumenti fiscali e dei tagli alla spesa che la cancelliera britannica Rachel Reeves dovrà attuare nel bilancio di fine novembre: un inasprimento fiscale più marcato potrebbe portare la BoE a ridurre i tassi più rapidamente.

Gli analisti di BofA si aspettano che la BoE mantenga i tassi invariati il prossimo mese, il che dovrebbe sostenere la sterlina. "Tuttavia, con l'intensificarsi delle notizie sul bilancio e l'aumento del premio di rischio sulla sterlina, riteniamo che questo rappresenterà un ostacolo a una ripresa della valuta", hanno scritto in una nota pubblicata giovedì.

A complicare ulteriormente il quadro, hanno aggiunto, ci sono i flussi di fine mese, mentre i gestori di portafoglio riequilibrano le proprie posizioni dopo i movimenti di mercato di questo mese e la "rottura di livelli tecnici chiave nei cross della sterlina".

Oltre ad aver toccato mercoledì il minimo da oltre due anni contro l'euro, la sterlina ha registrato minimi pluriennali anche contro il franco svizzero, la corona svedese e quella norvegese.