Le elezioni anticipate in Giappone, una raffica di dati chiave dagli Stati Uniti, la stagione delle trimestrali, oltre al calo di (alcuni) titoli tecnologici fanno pensare che per i trader non ci sarà molto tempo per tirare il fiato nella prossima settimana.

Ecco tutto ciò che c'è da sapere su cosa sta per arrivare sui mercati finanziari, a cura di Rae Wee da Singapore, Lewis Krauskopf da New York e Karin Strohecker, Tommy Wilkes e Lucy Raitano da Londra.

1/ MANO LIBERA?

    Il Giappone va alle urne domenica e la premier Sanae Takaichi vuole che la nazione, con oltre 120 milioni di abitanti, le conferisca un mandato più forte per mantenere le sue promesse di maggiori spese pubbliche.

    Le attesissime elezioni per la camera bassa si preannunciano tra le più imprevedibili degli ultimi anni, anche se i sondaggi indicano che il Partito Liberal Democratico della Takaichi è in vantaggio per ottenere la maggioranza.

    Un risultato solido per il PLD consentirebbe a Takaichi di ampliare lo stimolo fiscale, il che potrebbe aumentare le preoccupazioni sulle finanze giapponesi e spingere ulteriormente al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato in una svendita che potrebbe avere ripercussioni anche all'estero.

Gli investitori hanno anche venduto lo yen. Il suo recente calo ha spinto a sospetti controlli sui tassi da parte di Giappone e Stati Uniti per arginarne la discesa – il che, se confermato, segnerebbe una rara mossa coordinata.      

2/ L'AI DIVIDE TRA VINCITORI E VINTI

Cisco Systems e la tedesca Siemens Energy pubblicheranno i risultati mercoledì.

Entrambe hanno beneficiato del boom dell'AI in modi diversi, ma ora Barclays afferma che il settore sta "vedendo una dispersione estrema".

In altre parole, il mercato sta distinguendo sempre più nettamente tra chi vince e chi perde. La sensibilità su quali società beneficiano o soffrono della rivoluzione AI è evidente nel calo dei titoli software e data analytics. Questi sono crollati mentre i trader si concentrano sulla minaccia esistenziale rappresentata da modelli di AI sempre più potenti.

Le aziende "abilitanti", che contribuiscono alla costruzione globale dei data center AI, invece, hanno ottenuto risultati migliori. Ma con lo spettro di una bolla pronta a scoppiare e i mercati vicino ai massimi storici, conviene tenersi forte.

3/ ONDATA DI DATI RINVIATA

Una doppia dose di importanti dati economici statunitensi offrirà agli investitori una visione cruciale dell'economia, dopo che le pubblicazioni sono state leggermente ritardate dalla recente chiusura di tre giorni del governo.

Il report sui salari non agricoli di gennaio, ora atteso per mercoledì, dovrebbe mostrare un aumento di 70.000 posti di lavoro, secondo un sondaggio Reuters. La Federal Reserve ha indicato segnali di stabilizzazione del mercato del lavoro mantenendo invariati i tassi il mese scorso, sospendendo il ciclo di allentamento.

Due giorni dopo, sarà pubblicato l'indice dei prezzi al consumo di gennaio, uno degli indicatori più seguiti per valutare l'andamento dell'inflazione. 

I dati arrivano mentre gli investitori valutano l'impatto del nuovo presidente designato della Fed, Kevin Warsh, che potrebbe insediarsi in tempo per la riunione della Fed di giugno. Attualmente i mercati stimano che quella riunione sarà la più probabile occasione per un taglio dei tassi.

4/ DA MONACO, CON AMORE

La Conferenza sulla Sicurezza di Monaco prende il via giovedì. Giunta ormai alla sua settima decade, l'annuale appuntamento ha vissuto forse la sua edizione più significativa – e controversa – nel 2025, quando una serie di dichiarazioni statunitensi ha posto le basi per un cambiamento tettonico nell'ordine internazionale, ancora in corso oggi.

Non mancano i temi caldi di geopolitica – dall'Iran all'Ucraina fino alla Groenlandia – mentre si fanno sempre più pressanti le domande sul futuro ruolo della NATO.

Ma la conferenza sembra destinata ad andare oltre i suoi confini abituali: la Banca Centrale Europea sta lavorando per aprire l'accesso alla liquidità in euro a più paesi – parte degli sforzi per rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica, hanno riferito fonti a Reuters.

L'annuncio dovrebbe arrivare dalla presidente della BCE Christine Lagarde, che aprirà una tavola rotonda sulle dipendenze commerciali durante la conferenza.

5/ IL MOMENTO D'ORO DELLE BANCHE EUROPEE È GIÀ FINITO?

Le banche europee sono state tra i titoli più performanti negli ultimi 12 mesi, con un guadagno superiore al 60%, spinte dalla maggiore redditività, dai bassi tassi di insolvenza e da generosi ritorni agli azionisti.

Le britanniche Barclays e NatWest e l'italiana UniCredit pubblicheranno i risultati 2025 nei prossimi giorni, dopo i numeri generalmente solidi già arrivati da Deutsche Bank e BNP Paribas. La banca francese e Lloyds hanno anche alzato i loro obiettivi chiave di redditività.

Ma gli analisti avvertono che i tempi d'oro non possono durare, soprattutto se le economie europee rallenteranno. La spagnola BBVA ha visto le sue azioni scendere del 7% giovedì dopo aver accantonato il 19% in più per perdite su crediti nel quarto trimestre rispetto a un anno prima.

Oltre alle prospettive finanziarie, gli investitori cercano segnali che i vertici aziendali siano pronti a spendere più capitale in operazioni di M&A – come la recente acquisizione da parte di Santander, per 12,2 miliardi di dollari, della statunitense Webster Financial.