UBS aggiorna la propria valutazione su Terna, confermando la raccomandazione neutral e alzando il target price a EUR9,50 da EUR8,85, dopo risultati del quarto trimestre leggermente superiori alle attese e una guidance per il 2026 moderatamente sopra il consenso.
Nel dettaglio, il gruppo ha indicato un utile netto atteso per il 2026 circa il 2% più alto rispetto alle stime di mercato, mentre UBS sottolinea come il piano industriale 2024-2028 resti "on track", con il 92% dei progetti già autorizzati e l'88% delle forniture contrattualizzate.
Durante la conference call, il management ha evidenziato un'accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo in Italia. Le richieste di connessione hanno raggiunto circa 80 GW, con 11 GW già pronti per la costruzione, a conferma di una forte dinamica sul fronte della transizione energetica.
Allo stesso tempo, la domanda elettrica cresce più lentamente del previsto, anche se il processo di elettrificazione continua a porre sfide rilevanti alla rete, richiedendo un rafforzamento infrastrutturale.
Sul fronte delle stime, UBS ha rivisto al rialzo l'utile per azione di circa il 6% medio nel periodo 2026-2029, sostenuto da maggiori ricavi regolati e minori ammortamenti. Tuttavia, l'aumento temporaneo di 2 punti percentuali dell'IRAP comporterà una maggiore pressione fiscale nei prossimi due anni.
Il nuovo target price riflette principalmente l'incremento dei ricavi regolati e il roll-over del modello valutativo al 2026. Nonostante ciò, UBS ritiene limitato il potenziale di rialzo del titolo, che continua a trattare a premio rispetto ai peer sia in termini di RAB sia di multipli P/E.
Sul piano finanziario, Terna ha confermato che il piano di investimenti fino al 2028, pari a EUR17,7 miliardi, è interamente finanziato senza necessità di aumento di capitale, mantenendo comunque margini di flessibilità attraverso strumenti come fino a EUR1,5 miliardi di strumenti ibridi e la possibile valorizzazione di attività non regolate.
Per il 2026 è attesa un'accelerazione degli investimenti, mentre il piano decennale prevede ulteriori EUR14 miliardi nel periodo 2029-2034.
UBS evidenzia inoltre come i data center possano diventare il principale driver della domanda elettrica in Italia nei prossimi anni, mentre resta centrale il tema regolatorio, con attese per le decisioni sul framework ROSS entro fine anno.
Infine, il management ha indicato che il contesto geopolitico non dovrebbe avere impatti materiali sui fondamentali del gruppo, grazie alla natura prevalentemente domestica del business e alla protezione inflazionistica garantita dalla regolazione.

















