Nel corso delle 19 settimane che coprono il terzo trimestre di Tesco e il periodo festivo, le vendite like-for-like del gruppo sono aumentate del 2,9%, un dato stabile e ancora rispettabile in un mercato in cui i consumatori sono cauti e la concorrenza lascia poco spazio a margini generosi.

Il business di Tesco nel Regno Unito resta il motore pincipale. Le vendite like-for-like sono cresciute del 3,7% e la quota di mercato ha raggiunto il livello più alto da oltre un decennio. Tesco afferma di aver rafforzato il proprio posizionamento sui prezzi e ampliato le iniziative di sconto. Letto in modo più clinico, è un promemoria di ciò che la scala consente: la capacità di apparire "abbastanza economici” senza essere i più economici, facendo leva su assortimento, convenienza e servizio per evitare che i clienti si allontanino.

Guadagni di quota di mercato, ma nessun giro d'onore

I discount restano la forza di gravità nella distribuzione alimentare britannica. Comprimono lo spazio di prezzo per tutti e trasformano anche un buon Natale in una camminata sul filo del rasoio. Il report di Tesco sembra quello di un'azienda che gestisce quel vincolo, anziché eluderlo.

Quella stabilità, tuttavia, non ha soddisfatto del tutto il mercato. La crescita like-for-like nel Regno Unito ha rallentato più di quanto alcuni investitori si aspettassero nel periodo natalizio, il che ci ricorda che nemmeno il core business di Tesco è immune alla disinflazione e a una concorrenza sempre più intensa. La decisione del management di spingere le attese verso la parte alta della forchetta di utile operativo compresa tra 2,9 e 3,1 miliardi di sterline è parsa rassicurante, ma è arrivata con un impatto limitato: gli analisti avevano già previsto questa mossa.

Barclays ha sostenuto che la crescita più morbida sia dovuta più al calo dell'inflazione alimentare che a volumi deboli, che a suo dire continuano a sovraperformare il mercato. Altri sono stati meno indulgenti. RBC ha indicato risultati poco brillanti di Booker e in Europa centrale e ha avvertito che la recente serie di guadagni di quota di mercato di Tesco ha già iniziato a moderarsi. Con le pressioni sui prezzi in attenuazione e una concorrenza che difficilmente allenterà, il rischio per Tesco non è un deterioramento improvviso ma una graduale normalizzazione: un'azienda che continua a migliorare, ma non abbastanza rapidamente da entusiasmare.

I prodotti freschi fanno il grosso del lavoro

Un dato spicca: le vendite like-for-like del fresco sono aumentate del 6,6%. Conta perché suggerisce come le famiglie stiano affrontando la stretta post-inflazione. Molti clienti potrebbero scendere di fascia in alcune categorie, ma non stanno abbandonando del tutto l'idea di qualità - soprattutto quando è accompagnata da segnali credibili di valore. La strategia di Tesco sembra mirare proprio a questo: mantenere prezzi difendibili, poi vincere sulle voci del carrello in cui contano fiducia e continuità.

Anche l'online ha aiutato. Tesco ha riportato una crescita a doppia cifra delle vendite online e un aumento delle consegne rapide ("Whoosh"). Ma la crescita è la metrica facile: la redditività è quella più difficile. Capacità di consegna, promozioni e velocità costano, e il settore non ha ancora dimostrato pienamente che la convenienza possa espandere i margini anziché limitarsi a difendere la quota di mercato.

Crescita delle vendite like-for-like per segmento, terzo trimestre + Natale, 19 settimane. Fonte: Tesco

L'Irlanda brilla: l'Europa centrale resta modesta

Fuori dal Regno Unito, l'Irlanda è stata il punto più luminoso. Le vendite like-for-like sono cresciute del 4,6%, sostenute da una forte performance del fresco e dal proseguimento dei guadagni di quota di mercato. Il business irlandese di Tesco è apparso più solido delle sue presenze continentali, beneficiando di consumi relativamente resilienti e di un'esecuzione in miglioramento.

L'Europa centrale è cresciuta, ma solo leggermente su base like-for-like (1,0%). La crescita online è stata forte, ma la performance complessiva resta vincolata, a indicare che la regione è ancora qualcosa che Tesco gestisce più che una storia di crescita in grado di cambiare la traiettoria del gruppo.

Il braccio wholesale di Tesco, Booker, è arretrato: le vendite like-for-like sono scese dell'1,3%. Una parte è ciclica: alcuni segmenti del fast food restano deboli. Una parte è strutturale: le vendite di tabacco sono calate bruscamente. E una parte è autoindotta ma razionale: l'uscita da un contratto ha ridotto i ricavi ma ha migliorato la qualità delle vendite. Il punto più generale è che la diversificazione smorza la volatilità ma non la neutralizza: può semplicemente spostare i problemi all'interno del gruppo.

Dopo il forte periodo natalizio, Tesco ora si aspetta che l'utile operativo dell'intero esercizio si collochi nella parte alta della guidance compresa tra 2,9 e 3,1 miliardi di sterline, mantenendo invariate le aspettative di free cash flow. Si tratta di un ritocco incrementale: utile per la fiducia, non il segnale di una nuova fase.