Quasi 20 miliardi di dollari di svalutazioni per Ford, oltre 13 miliardi di dollari di perdite complessive sull'elettrico dal 2023, e una constatazione ormai accettata: senza grossi sussidi, il veicolo elettrico puro non genera una redditività soddisfacente per un costruttore generalista. Non è un incidente di percorso, è un segnale sistemico.
La retromarcia di Bruxelles si inserisce nella stessa logica di ritorno al pragmatismo. Rinunciando al divieto rigoroso dei motori termici all'orizzonte 2035, e riabilitando ibridi, prolungatori di autonomia e carburanti neutri in CO2, l'Europa riconosce implicitamente che la transizione sarà più lunga, più costosa e più eterogenea del previsto.
Nel frattempo, i costruttori occidentali subiscono una doppia pena: investimenti colossali avviati troppo in fretta e una concorrenza cinese estremamente aggressiva, capace di produrre veicoli elettrici a costi ben inferiori. Il settore non muore, ma si sta instaurando una nuova gerarchia.
Coloro che hanno resistito al dogma del tutto elettrico, a cominciare da Toyota, appaiono oggi come i grandi vincitori. L'ibrido si impone come la soluzione dominante nel breve e medio termine, mentre l'elettrico diventa un tassello tra gli altri, e non più l'unico orizzonte industriale.
In questo panorama confuso, Tesla evolve in una dimensione a parte. Il mercato non valuta più il gruppo come un costruttore automobilistico, ma come una gigantesca opzione su autonomia, intelligenza artificiale e robotica. Questo spiega il recente record in Borsa e il sorpasso su Broadcom per capitalizzazione.
I test di Robotaxi senza conducente umano ad Austin sono interpretati come un potenziale "momento iPhone". Anche se Waymo ha un vantaggio nel settore con un approccio più razionale e partnership con attori chiave del comparto. Se la tecnologia verrà validata e soprattutto omologata, il modello economico virerebbe verso ricavi ricorrenti ad altissimo margine, con una capacità di scaling incomparabile con quella dell'automotive tradizionale.
Ma questa valutazione si basa quasi interamente sulle aspettative. L'attività automobilistica si deteriora, le vendite calano in Europa, in Cina e negli Stati Uniti, e la gamma invecchia di fronte a una concorrenza sempre più densa e spesso meno cara. Con un PER stimato vicino a 380x per il 2025, Tesla incorpora già uno scenario di grande successo sull'autonomia.
Il minimo ritardo regolatorio o tecnologico verrebbe severamente sanzionato. La convergenza Tesla-xAI-Optimus può, nel tempo, creare un divario tecnologico considerevole, ma a questo stadio resta una promessa, non ancora una realtà industriale. Il titolo non è più un'azione automobilistica, è una scommessa tecnologica di lunghissimo periodo.



















