MILANO, 7 gennaio (Reuters) - Telecom Italia (Tim) ha definito con Fastweb+Vodafone un accordo preliminare per avviare una cooperazione per lo sviluppo delle reti di accesso mobile attraverso un modello di radio access network sharing.
E' quanto si legge in un comunicato.
L'intesa consentirà a Tim e Fastweb - che è diventato il primo operatore mobile in Italia dopo l'acquisizione delle attività di Vodafone per 8 miliardi di euro - di completare il passaggio al cosiddetto 5G standalone, una tecnologia costruita da zero e non basata sul 4G, in un contesto di forte pressione competitiva sui prezzi.
In base all'accordo, anticipato ieri da Reuters, ciascun operatore potrà utilizzare - nelle aree interessate - l'infrastruttura di accesso radio-mobile dell'altro, evitando duplicazioni infrastrutturali.
Le efficienze consentiranno di estendere la copertura delle reti 5G ad alte prestazioni ad aree a bassa densità e poco servite, si legge nella nota.
Tim e Fastweb potrebbero ciascuna ottenere risparmi fino a 250-300 milioni di euro nell'arco di 10 anni, in base a quanto riferito in precedenza a Reuters da una fonte.
I due operatori non condivideranno asset o contratti di fornitura per ora, hanno spiegato le fonti, aggiungendo che le due aziende si sarebbero divise equamente le 20 regioni dell'Italia.
Il piano di condivisione della rete, internamente denominato Prism, riguarda le componenti attive della rete come antenne, base stations, unità radio, backhaul e altre apparecchiature che trasmettono e gestiscono i segnali mobili, e interessa i comuni con meno di 35.000 abitanti, hanno spiegato le fonti.
L'intesa rilancia un precedente piano di condivisione della parte attiva della rete tra Tim e Vodafone, concordato nel 2019, quando i due operatori misero insieme le rispettive infrastrutture passive, cioè le torri di telecomunicazione, integrando le torri di Vodafone Italia in Inwit, allora controllata di Tim. Tale piano rimase tuttavia inattuato.
Il nuovo accordo è soggetto alle autorizzazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom), spiega la nota.
La firma del contratto definitivo è previsto entro il secondo trimestre 2026.
(Elvira Pollina, Giancarlo Navach, editing Claudia Cristoferi)


















