Da quando è stata ceduta la rete, a luglio del 2024, il titolo Telecom Italia è cresciuto di due volte e mezzo. E nell'ultimo anno, con l'arrivo di Poste Italiane come primo azionista al posto dei francesi di Vivendi, è aumentato del 115%.
Oggi le azioni di TIM chiudono una settimana positiva con un rialzo dello 0,9% a quota EUR0,57. Siamo ancora lontani dalla soglia psicologica di EUR1, da molti analisti indicata come il livello più rispondente ai valore del colosso telefonico, privatizzato ai tempi di Romano Prodi senza debiti e poi gestito sempre peggio dai privati.
Tuttavia il gruppo guidato da Pietro Labriola è ormai fuori dall'area di pericolo, visto che con la cessione della rete ha abbattuto il debito e con l'uscita di Vivendi ha riguadagnato margini di azione, dopo la lunga paralisi creata dai francesi.
Adesso il mercato attende una maggior integrazione con Poste, che potrebbe conferire il proprio operatore virtuale Poste Mobile. Il tema è in discussione da settimane. E poi c'è sempre il tema del consolidamento necessario nel comparto telefonico, al quale una Telecom risanata può partecipare da una posizione di forza.

















