In Europa

Uniper, il gigante tedesco dell'energia, è tornato in auge. Salvato in extremis dal governo tedesco alla fine del 2022, quest’anno il gruppo è stato altalenante a seconda delle speculazioni sulla sua situazione finanziaria e un ritiro da Berlino. Nel 2023 ha recuperato il 32%.

ARM, l'ammiraglia britannica dei semiconduttori di proprietà dell'investitore giapponese SoftBank, è stata quotata in Borsa a metà settembre. Dopo mesi di esitazione, il gruppo ha scelto di quotarsi a New York, dando così uno schiaffo al suo Paese d'origine e alla Borsa di Londra.

Anche Novo Nordisk, l'azienda farmaceutica danese che ha inondato il mercato con i suoi farmaci contro l'appetito, la perdita di peso e la riduzione dell'ictus, ha invaso i titoli dei giornali. L'immenso successo dei suoi trattamenti ha spinto la valutazione del gruppo oltre il PIL del suo Paese d’origine. L'indiscussa star dell'anno ha guadagnato il 46% da gennaio.

Ma la stampa finanziaria si è divertita anche con le battute d'arresto di alcuni grandi nomi del mercato azionario.

Casino, l'impero del commercio al dettaglio di Jean-Charles Naouri, sta crollando sotto i suoi debiti. Si moltiplicano i piani di salvataggio e di trattative con i creditori. Mentre scrivo queste righe, sembra profilarsi un'acquisizione da parte del tandem Auchan-Intermarché. Da gennaio, il prezzo delle azioni è sceso del 93%.

Sono tempi duri per l'industria dell'energia eolica. Vincoli di fornitura, inflazione e carenza di componenti, aumento dei tassi di interesse, disincanto degli investitori, abbandono politico... I venti contrari sono più numerosi di quelli che agitano le pale. La danese Orsted ha perso il 40% dal 1° gennaio e la sua controparte spagnola, Siemens Gamesa, è stata delistata dalla casa madre perché le sue difficoltà sembravano insormontabili.

A proposito di difficoltà insormontabili, citiamo Credit Suisse senza soffermarci troppo. L'elenco degli errori della banca svizzera è infinito, così come l'elenco delle misure per porvi fine. Ma la partita è finita: Credit Suisse è stata assorbita da UBS. Il mercato ritiene che la banca con le tre chiavi non fosse poi un cattivo affare: le azioni UBS sono salite del 53% quest'anno.

In ottobre, il fornitore di attrezzature ferroviarie Alstom ha sorpreso i mercati pubblicando un allarme sul suo flusso di cassa: nella prima metà dell'anno, il free cash flow è sceso di 1,15 miliardi di euro. L'annuncio ha fatto precipitare il titolo negli abissi: una perdita del 40% il giorno stesso e del 47% dal 1° gennaio.

L'ultimo grande fallimento dell'anno è stato quello di Signa, la società immobiliare austriaca che possiede, tra l'altro, l'iconico Chrysler Building di New York e 27 miliardi di dollari di asset immobiliari. Il gruppo, fortemente indebitato, è stato travolto dall'aumento dei tassi di interesse. Diverse filiali hanno presentato istanza di fallimento, mentre altre sono in fase di ristrutturazione. Pare che una manciata di banche europee sia pericolosamente esposta al gruppo.

Ah, dimenticavo. Il cugino d’oltralpe Bernard Arnault, capo di LVMH, è stato scalzato da Musk come uomo più ricco del mondo ed è scivolato al terzo posto, dopo Jeff Bezos.

 

Negli Stati Uniti

L'Inflation Reduction Act (IRA) dell'amministrazione Biden, un pacchetto di misure volte a stimolare l'economia statunitense, a promuovere gli investimenti nella transizione energetica e a combattere l'inflazione, ha dato al mercato l’orientamento da seguire quest'anno. Ha favorito le infrastrutture, i grandi progetti edilizi, l'industria delle auto elettriche (veicoli e batterie) e, in misura minore, il settore solare.

Dopo il rumoroso processo, Sam Bankman-Fried, fondatore della piattaforma di criptovalute FTX, in bancarotta dalla fine del 2022, a novembre è stato dichiarato colpevole di appropriazione indebita e di altri sei capi d'accusa di frode e cospirazione. La sentenza è prevista per marzo 2024.

Charlie Munger, eterno braccio destro di Warren Buffett e vicepresidente della società di investimento Berkshire Hathaway, ci ha lasciati alla fine di novembre, poche settimane prima di festeggiare un secolo di vita. Famoso per la sua grande saggezza sul mercato azionario, ha lasciato un'impronta indelebile sulla finanza del XX secolo.

Lo sciopero che ha paralizzato l'industria automobilistica statunitense per più di sei settimane ha tenuto occupati i media quest'autunno. Sostenuti dal potentissimo sindacato UAW, i dipendenti delle tre principali case automobilistiche americane (Ford, GM e Stellantis) hanno tenuto duro, vincendo battaglie storiche in materia di rivendicazioni sociali. Lo sciopero ha avuto un impatto limitato sull'industria.

Anche un altro movimento sociale ha suscitato molto scalpore, data l'importanza simbolica dell'industria negli Stati Uniti. Sceneggiatori, sostenuti dal sindacato WGA, attori, doppiatori e altri professionisti del cinema hanno scioperato per richiedere una migliore retribuzione e garanzie contro l'esplosione dell'IA. Tali richieste sono state soddisfatte dopo 5 mesi di stallo.

Non sorprende che Elon Musk sia presente anche qui. Non contento di alimentare le news con le sue dichiarazioni provocatorie e i dettagli più assurdi della sua vita privata, l'uomo più ricco del mondo ha anche occupato lo spazio mediatico con le sue società. L’azienda spaziale SpaceX colleziona successi (o fallimenti relativi) e alimenta le voci di una IPO nel 2024. Al contrario, Twitter, delistata e trasformata in X, ha fatto scappare tutti i suoi inserzionisti, dimezzando il suo valore e diventando una fonte di disinformazione.

Con tutto il rispetto per Elon, l’argomento che ha veramente animato le discussioni dei trader nel 2023 è senza dubbio l'intelligenza artificiale generativa. L'arrivo di ChatGPT e Midjourney nelle nostre vite e nel mercato azionario alla fine del 2022 ha rimescolato diverse carte. I vincitori sono emersi molto rapidamente (Nvidia), ma dovremo pazientare ancora un po' per scoprire chi saranno i perdenti di questa grande svolta tecnologica.

Infine, l'ultima questione da non perdere che ha scosso gli Stati Uniti nel 2023 è la serie di fallimenti del settore bancario. Sovraesposte all'aumento dei tassi (per dirla in parole povere), diverse banche regionali (Silicon Valley Bank, Signature Bank, Silver Bank, poi First Republic, salvata da JPMorgan) hanno chiuso i battenti in primavera, indebolendo per qualche settimana l'intero settore creditizio americano e mondiale.

 

In Cina

Ridurrò arbitrariamente questa sezione a 4 informazioni.

Il settore immobiliare cinese non riesce a uscire dalla crisi in cui si è cacciato da solo. Un mix di debiti mostruosi, finanziamenti impossibili, progetti deliranti, costruzioni incompiute e sponsor in difficoltà hanno portato Pechino a moltiplicare le misure per sostenere e rilanciare il settore, ma invano. La fiducia nell'economia del Paese è stata definitivamente scossa.

All'inizio dell'anno, c’è stata un'altra “bolla” - per così dire – che ha segnato le relazioni sino-americane: palloni aerostatici cinesi hanno sorvolato le Americhe. Mentre Pechino sosteneva che si trattava di strumenti di misurazione meteorologica, gli Stati Uniti hanno pensato si trattasse di strumenti di spionaggio, abbattendone diversi. Si racconta che, alla fine, fossero effettivamente palloni meteorologici.

Tra le storie che arrivano dalla Cina, poco chiare o sulle quali c'è il sospetto che si nascondano informazioni, va segnalato il grande ritorno di Jack Ma. Il miliardario cinese, "scomparso" dai radar dopo essersi scontrato con le autorità di regolamentazione cinesi, è tornato alla ribalta con un nuovo progetto per un'azienda di consegna di prodotti agricoli e pasti.

Infine, il declino demografico della Cina è ufficialmente in corso. Viene quasi da sorridere considerando che la popolazione totale del Paese supera gli 1,4 miliardi, ma le conseguenze economiche di questo rallentamento saranno senza precedenti.

 

Nel vasto mondo

L'Argentina ha un nuovo presidente, Javier Milei, un eccentrico economista ultra-radicale che ha promesso di scalzare la banca centrale e di dare filo da torcere al FMI. Una volta in carica, ha ampiamente ridimensionato le sue principali promesse elettorali in campo economico. Da seguire.

Quest'anno il Giappone ha vissuto uno storico rally del mercato azionario, spingendo i suoi due indici principali, il Topix e il Nikkei 225, ai massimi storici.

Nell’arcipelago nipponico, l'investitore SoftBank ha pagato a caro prezzo la sua scommessa su WeWork, la società di uffici fondata da Adam Neumann, ora in bancarotta. L'investitore tecnologico giapponese si è ritrovato con un conto salato: si stima che il gruppo di Masayoshi Son abbia perso 11,5 miliardi di dollari.

 

Fronte macro e cripto

L’umore della serata è stato dettato da DJ Inflation: la FED, la BCE e la BoE hanno ballato tutto l'anno al ritmo imposto dalla crescita dei prezzi, alzando i tassi in linea con la melodia di base. Tutti parlano già dell'after-party, il taglio dei tassi, ma nessuno sa davvero dove o quando sarà.

Il bitcoin ha impiegato due anni per tornare ai livelli di fine 2021. Spinto dalle speranze di lancio sul mercato di un ETF dedicato alla criptovaluta: da gennaio è esploso guadagnando il 156%.

 

Le maggiori fusioni e acquisizioni del 2023

Infine, se ve lo siete perso, ecco un elenco delle operazioni di fusione e acquisizione di valore superiore a 10 miliardi di dollari in tutti i settori, in ordine cronologico inverso.