Anche l'intonazione dei futures Usa è leggermente negativa.

A disturbare il clima sui mercati nelle ultime due giornate sono state le dichiarazioni di una serie di membri della Bce che hanno raffreddato le prospettive di taglio dei tassi.

Dopo l'intervento della presidente Christine Lagarde ieri, stamani il falco Joachim Nagel è tornato a dire che i rialzi dei tassi non sono necessariamente finiti.

Il movimento di flessione sull'azionario appare tuttavia al momento di scarsa portata e privo di forza, e da ricondurre in una fase di consolidamento dopo il rally che ha portato l'indice delle blue chip milanese a mettere a segno un guadagno di quasi il 6% da inizio mese.

Gli investitori rimangono in cauta attesa di alcuni importanti dati sull'inflazione dei prossimi giorni,

Intorno alle 12,10 il Ftse Mib cede lo 0,24%. Volumi intorno ai 600 milioni di euro.

Titoli in evidenza:

In fondo all'indice principale di Piazza Affari Diasorin perde il 3,2% in vista dell'investor day sul piano industriale di metà dicembre.

Equita ha ridotto le stime 2024-2005 e il target price di Diasorin del 10% a 104 euro. In particolare gli analisti prevedono adesso una crescita del fatturato 2024 del 2% dal precedente +6,5% come conseguenza del minor contributo Covid e una minore crescita organica ex-Covid. "Ci aspettiamo un taglio simile al nostro da parte del consensus che possa portare adulteriore debolezza sul titolo nel breve", si legge in un report del broker che ha tolto il titolo dalla selezione 'Best Pick' riducendo il peso nel portafoglio principale di 50 punti base

Leggermente positivo il comparto delle utility dopo che ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge Energia che, tra le altre cose, pone fine alla proroga del mercato tutelato dell'energia elettrica e del gas. Secondo gli analisti, l'abolizione del mercato della maggior tutela è un elemento positivo per le utility locali come A2A (+0,2%) Hera (stabile), e Iren +0,7% in quanto favorisce la crescita della base clienti.

Al contrario Enel cede lo 0,4% con gli analisti che sottolineano come la fine del mercato tutelato rappresenti una notizia negativa per il colosso elettrico data la sua forte base clienti in questo comparto.

Più forte invece Erg che sale del'1%.

Nell'automotive, generalmente debole, in evidenza Iveco, +1,4%, che prova a recuperare terreno dai minimi di periodo.

Vendite nel lusso con Moncler che cede il 2%, in compagnia di Cucinelli (-2,1%) e Ferragamo (-0,6%).

(Andrea Mandalà, editing Stefano Bernabei)