MILANO (Reuters) - Continua anche oggi la debolezza a Piazza Affari in avvio di seduta.

A pesare è la chiusura negativa di Tokyo stamani e quella di Wall Street ieri sera, mentre i rendimenti dei Treasury Usa sono saliti ai massimi da quattro settimane, mettendo pressione al mercato azionario.

A preoccupare in maniera particolare è l'ulteriore risalita del tasso sul decennale Usa oltre la soglia del 4,5%, su livelli mai raggiunti dal 2011. I timori sul mancato rientro dell'inflazione fanno sì che le principali banche centrali, siano più propense a mantenere il costo del denaro elevato in un orizzonte più a lungo termine. Pertanto, l'inatteso miglioramento dell'indice sulla fiducia dei consumatori Usa, diffuso ieri, si traduce in un ridimensionamento delle scommesse sul primo taglio dei tassi Fed in settembre.

Sul fronte europeo, alle 14 Berlino diffonde la stima preliminare dell'inflazione di maggio. Il dato assume una particolare importanza perché precede di due giorni quello dell'intera zona euro e del Pce 'core' Usa.

Intorno alle 9,40 il FTSE Mib è calo dello 0,12%.

Pochi gli spunti da segnalare.

Prese di beneficio sulle banche, in particolare MPS che arretra dell'1%. Giù anche INTESA (-0,14%), mentre è positiva dello 0,4% UNICREDIT.

In lettera le utility, particolarmente colpite dalle vendite ultimamente. ENEL perde lo 0,5%, TERNA lo 0,7%, A2A lo 0,45% e IREN l'1,2%.

Realizzi su NEWLAT FOOD che arretra del 5% circa dopo il recente rally post annuncio dell'accordo per l'acquisizione del gruppo alimentare britannico Princes Limited.

Bene DOVALUE sulle attese delle definizione del deal con Gardant.

Infine, cedente TIM (0,5%) nel giorno dei risultati del primo trimestre a chiusura dei mercati.

(Giancarlo Navach, editing Stefano Bernabei)