TORINO (awp/ats/ans) - Nel 2024 la Fiat compie i 125 anni dalla fondazione e la dinastia Agnelli, fondata da Giovanni nel 1899, rimane in campo grazie alla capacità di adattarsi ai cambiamenti. John Elkann ha saputo "rimanere in gioco" accettando di spostare il centro di gravità fuori dall'Italia e pagando il prezzo di questa scelta. Oggi infatti gli Agnelli sono ancora una dinastia ricca e potente, ma non sono più considerati "i reali" d'Italia.

È l'analisi della giornalista Jennifer Clark, ex corrispondente in Italia di Bloomberg, Reuters e Wall Street Journal, nel suo libro "L'ultima dinastia - La saga della famiglia Agnelli da Giovanni a John", pubblicato da Solferino. In quasi 400 pagine il libro ripercorre la storia di cinque generazioni di Agnelli attraverso documenti di archivio, testimonianze e interviste esclusive. Sei pagine di bibliografia testimoniano il grande lavoro di approfondimento e di ricerca,

"Delle grandi dinastie industriali nate agli albori dell'industrializzazione italiana - Marzotto, Pesenti, Lucchini, Volpi, Cini, Ferruzzi e altri - gli Agnelli sono tra gli ultimi rimasti a continuare sulla strada aperta dal fondatore" scrive Jennifer Clark. "Ho cercato di ricostruire le dinamiche interne alla famiglia che riguardano la successione all'Avvocato, un uomo che aveva fama, gloria, bellezza, ma non aveva un erede" racconta la giornalista che ha analizzato il rapporto tra Gianni Agnelli e il figlio Edoardo e dei tre fratelli Elkann, John, Lapo e Ginevra con la mamma Margherita e con la nonna Marella.

"Ho cercato di trovare un equilibrio - spiega Jennifer - tra le vicende private e la storia dell'industria dell'auto in Italia. Non è un romanzo e non è un progetto commissionato, ho trovato prima l'editore e poi ho spiegato a Exor che volevo fare un libro che parlasse della famiglia, anche delle vicende giudiziarie, ma non solo. E comunque non era quello il punto di partenza. Massima disponibilità da John, mentre Margherita non ha voluto parlare". Nel libro Jennifer ricostruisce il rapporto difficile tra John e la mamma sin da quando era piccolo: un rancore che nasce da lontano in un'infanzia non molto facile in cui spicca la vicinanza dei nonni Giovanni e Marella.

C'è un documento nel libro che costituisce un tassello importante. Un atto notarile firmato allo studio Grande Stevens il 24 marzo 1999 in cui si legge "Qualora il signor Giovanni Agnelli mancasse o per qualsiasi ragione fosse impedito, l'amministrazione nella sua identica posizione con gli stessi poteri e prerogative sarà assunta dal signor John Philip Elkann". In calce anche la firma di Margherita Agnelli. "È un documento - osserva Jennifer - che blinda il controllo della società Dicembre, la cassaforte attraverso cui la famiglia Agnelli controlla Exor e quindi società come Stellantis, Ferrari e Juventus. John non perderà mai il potere decisionale, il controllo della Dicembre non è in ballo. Se andassero male le cause perderebbe la maggioranza della proprietà. Margherita tornerebbe azionista, ma non avrebbe mai potere decisionale. In questa partita il controllo della Dicembre non è in ballo".