Questa estensione sta suscitando polemiche, in primo luogo a causa delle ingenti sovvenzioni pubbliche annunciate all'inizio di giugno 2023 per questo impianto (2,9 miliardi di euro), e in secondo luogo a causa del consumo di acqua degli impianti. L'investimento pubblico europeo nei semiconduttori è giustificato da ragioni di indipendenza tecnologica, ma qual è la realtà?

I chip elettronici non si trovano solo nei computer, nei telefoni cellulari e nei tablet, ma anche in molti dei dispositivi che ci circondano, dalle macchine del caffè alle automobili e i robot industriali. La tecnologia digitale è ovunque. Le difficoltà di approvvigionamento causate dalla pandemia di Covid dimostrano chiaramente la nostra dipendenza dai fornitori di circuiti integrati.

La progettazione dei chip è anch'essa un'industria

Questi chip elettronici sono prodotti in fabbriche ad alta tecnologia, con attrezzature molto specializzate e costose. Alcune di queste attrezzature sono prodotte da un solo produttore al mondo, l'azienda olandese ASML.  Per produrre circuiti di massima performance, quelli per computer e smartphone, è necessaria una fabbrica - una "fab", come dicono i professionisti del settore – allo stato dell’arte, il cui costo di costruzione è dell'ordine di 10 miliardi di dollari.

ASML

Vista degli edifici del gruppo olandese ASML a Veldhoven, Paesi Bassi. HHahn/Wikimedia, CC BY-SA

In tutto il mondo sono pochi i produttori in grado di sostenere investimenti così ingenti, tra cui il gigante taiwanese TSMC, la coreana Samsung, le americane GlobalFoundries e Intel, rispetto ai quali ST appare di dimensioni nettamente più modeste. Si comprende l'importanza strategica di mantenere in Europa la produzione di chip vicini allo stato dell'arte in termini di performance. Tuttavia, è riduttivo considerare questa industria solo dal punto di vista della produzione.

La progettazione di chip è di per sé un'industria: produrre il design di un chip richiede forti investimenti e notevoli competenze. Esiste un commercio di progetti parziali, blocchi di proprietà intellettuale ("blocchi IP") prodotti da aziende di cui la britannica ARM è senza dubbio la più nota: i chip basati su ARM equipaggiano la maggior parte dei telefoni cellulari e sono anche la base dei chip di Apple negli iPhone e nei nuovi Mac.

Quest’industria è internazionale, ma largamente invisibile al grande pubblico: non ci sono fabbriche, tutto avviene in uffici e attraverso lo scambio di file. La posta in gioco è alta: lanciare la produzione di un chip contenente bug ha un costo che, nella migliore delle ipotesi, si misura in milioni, ma può essere molto più alto - si stima che il costo per Intel del famoso bug del Pentium nel 1995 sia attualmente di 1 miliardo di dollari (questo chip calcolava male alcune divisioni).

Per servire questa industria della progettazione di chip, esiste anche un'industria del software specializzato (progettazione, simulazione, test, ecc.), i cui protagonisti sono gli americani Cadence e Mentor Graphics. A dimostrazione della sua importanza strategica, Mentor Graphics è stata acquisita dalla tedesca Siemens.

Apple

Gli iPhone sono dotati di processori che utilizzano l'architettura dell'azienda britannica ARM. Monoar Rahman Rony/Pixabay, CC BY-SA

Di conseguenza, la progettazione e la produzione di chip sono state in gran parte disaccoppiate, tanto che oggi esistono numerosi produttori di chip fabless, ossia che non possiedono uno stabilimento di produzione e fanno produrre i loro chip da altri, come TSMC. In Francia, questo è particolarmente vero per Kalray, i cui chip stanno riscuotendo un enorme successo nei centri di elaborazione dati. Tuttavia, ciò solleva la questione della nostra dipendenza dall'industria taiwanese, con lo spinoso problema di cosa ne sarebbe di essa in caso di invasione dell'isola da parte della Cina popolare.

Il rischio di una licenza extraeuropea

In questo contesto, come dovrebbe essere analizzata la sovvenzione a ST, rispetto all'obiettivo di indipendenza tecnologica? La maggior parte dell'attività di ST in termini di processori consiste nella produzione di chip (STM32) con licenza ARM. Quest’ultima è stata quasi acquistata dalla società americana Nvidia nel 2022. Difficilmente avremmo  un’indipendenza tecnologica nella produzione di chip in Europa se fabbricati con una licenza statunitense, potenzialmente soggetta alle condizioni di commercializzazione stabilite dal governo statunitense in linea con i suoi obiettivi strategici.

La dipendenza di tutta l'industria dei processori dai design di due grandi attori (Intel e ARM) ha portato allo sviluppo di un'architettura aperta chiamata RISC-V. Un intero ecosistema di aziende progetta chip RISC-V, e questa architettura attira l'attenzione sia dei leader europei (European processor initiative) che cinesi, per le sue promesse di indipendenza tecnologica. Tuttavia, se non progettiamo noi stessi i chip, il pericolo sarebbe ancora una volta quello di accontentarsi di produrli con licenze non europee (cinesi, americane o addirittura russe?).

Se vogliamo una vera indipendenza tecnologica e strategica europea per quanto riguarda i "chip", non dobbiamo quindi concentrarci solo sulla produzione, ma su tutta la catena del valore, compresa la progettazione di chip e la progettazione di software per la progettazione di chip.

David Monniaux, Ricercatore di informatica, Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (CNRS), Università di Grenoble Alpes (UGA)

Questo articolo è ripubblicato da The Conversation con licenza Creative Commons. Leggi l'articolo originale (in francese).