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TOP STORIES ITALIA : Gentiloni, riforma fiscale non scritta a Bruxelles

07-05-2021 | 18:35

ROMA (MF-DJ)--I contenuti della riforma fiscale dell'Italia "non sono

scritti a Bruxelles" ma "la Commissione insiste affinchè obiettivi e

tempi siano scanditi" per consentire al piano di "avere successo".

Lo ha assicurato il Commissario europeo per l'economia, Paolo Gentiloni, durante un'audizione sulla riforma dell'Irpef alla Camera. L'Italia ha inserito la riforma fiscale nel Piano nazionale di ripresa e resilienza arrivato la settimana scorsa a Bruxelles ma il termine indicato "di fine luglio è per la presentazione della legge delega in Parlamento e non per l'attivazione della medesima. Pur essendo ambiziosi i tempi, entro fine luglio, credo che sia tecnicamente e giuridicamente possibile", ha osservato Gentiloni.

I 3 principi generali indicati dall'Ue e da tenere presente sono: "la

riduzione delle tasse su lavoro, la lotta all'evasione fiscale e la

semplificazione. Sono principi condivisibili e ovviamente la Commissione

insiste affinchè obiettivi e tempi siano scanditi di questi piani per

avere successo". La riforma del sistema fiscale rappresenta "una occasione storica" e secondo Bruxelles "gli obiettivi generali devono essere quelli di una crescita piú sostenibile, dell'equitá e della neutralitá di bilancio".

L'Italia deve "ridurre la tassazione sul lavoro perchè se troppo alta

deprime gli investimenti e può incoraggiare il lavoro nero"; puntare

sulla "semplificazione del sistema perchè la complessitá del sistema è

un fardello a volte insopportabile per le imprese e sull'intensificazione

della lotta contro l'evasione fiscale che nonostante i progressi compiuti

in questi anni continua a gravare sui contribuenti onesti", ha

sottolineato.

"Non c'è dubbio che la competenza prevalente in materia di tassazione

è nazionale e non europea e questo fa sì che i meccanismi decisionali

prevedano, con qualche eccezione un voto all'unanimitá" tuttavia l'Ue sta

studiano la possibilitá di prendere delle decisioni a maggioranza. In

base all'articolo 116 quando "si dimostri che alcuni regimi fiscali

abbiano un effetto distorsivo del mercato unico. Stiamo lavorando perchè

questa possibilitá che non è mai stata utilizzata da quando ci sono i

trattati venga per la prima volta utilizzata nel corso della legislatura

di questa Commissione. Lo facciamo con la prudenza necessaria di quando si attiva un articolo dei trattati per la prima volta perchè attivarlo senza successo non sarebbe un bel risultato", ha proseguito Gentiloni ricordando che "la Commissione è guardiana dei trattati".

Secondo Gentiloni, è impensabile che i giganti del web paghino meno

tasse dei negozi. "La crisi non ha ridotto ma ha esacerbato le differenze. Non è piú possibile da punto di vista fiscale rassegnarsi che alcuni giganti da decine di miliardi di utili paghino in proporzione meno tasse di un negozio di via del Corso" a Roma. Per questo, "proporremo uno

strumento europeo di prelievo piú finalizzato al digitale. Gli Usa hanno

riconosciuto, con la nuova amministrazione, il principio di riallocazione

dei proventi delle tasse non piú in base a dove sono le sedi legali delle

grandi imprese ma dove fatturano e realizzano i profitti". Inoltre, gli

Stati Uniti "tendono a sostenere che questo principio non può valere solo

nel settore digitale ma anche in altri settori come per i giganti del

lusso. È una discussione in corso e il fatto che si sia sbloccata ci fa

essere ottimisti", ha proseguito.

Infine, l'ex premier ha rilevato che "nelle dinamiche dei mercati

globali è evidente che servono strumenti globali se si vuole combattere

paradisi fiscali e frodi fiscali e se si vogliono riallocare i proventi

della tassazione non sulla base di dove sono collocate le sedi delle

grandi imprese ma dove si realizzano i profitti", ha concluso.

pev

(END) Dow Jones Newswires

May 07, 2021 12:34 ET (16:34 GMT)

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