Blocco 1: Le notizie fondamentali

Truth Social vuole lanciare un ETF “Crypto Blue Chip” che combina Bitcoin, Ethereum e Solana

Dopo aver già presentato domanda per due ETF crypto, Truth Social, la piattaforma legata a Donald Trump, ha presentato una nuova richiesta alla SEC per un ETF “Crypto Blue Chip”. Sarebbe composto per il 70% da bitcoin (BTC), il 15% da ether (ETH), l'8% da Solana (SOL), il 5% da Cronos (CRO) e il 2% da XRP (XRP). Il fondo è gestito da Yorkville America Digital, con Crypto.com come partner strategico, e punta a una quotazione sul NYSE Arca. Un'iniziativa che si inserisce in un contesto normativo più favorevole sotto l'amministrazione Trump, mentre numerosi gestori (Grayscale, Bitwise, Franklin Templeton...) stanno moltiplicando le richieste di ETF crypto ampliati.

GameSquare balza del 120% in Borsa dopo aver annunciato una liquidità in ether

La società di videogiochi GameSquare ha visto le sue azioni salire del 60% al Nasdaq dopo aver annunciato la creazione di una liquidità in ether (ETH). L'azienda prevede fino a 100 milioni di dollari di allocazioni progressive su ether, mantenendo il proprio capitale circolante. Questa mossa rientra in una tendenza più ampia che vede numerose società quotate in Borsa investire in cripto. Sebbene alcuni mettano in guardia dai rischi di una moda passeggera, il contesto normativo e la solidità del BTC sopra i 100.000 dollari alimentano l'entusiasmo.

Francia: Sequans raccoglie 384 milioni di dollari per costituire una tesoreria in bitcoin

Il produttore francese di chip IoT Sequans ha appena concluso una raccolta di 384 milioni di dollari per costituire una riserva in bitcoin. Quotata a New York e Parigi, l'azienda ha combinato azioni, obbligazioni convertibili e warrant per finanziare questa strategia. L'acquisto di BTC sarà assicurato da Swan Bitcoin. Si tratta di una prima assoluta per un'azienda industriale francese, che segue così le orme di Strategy e Tesla. Il CEO Georges Karam parla di volontà di resilienza finanziaria, in un contesto globale incerto.

Bitcoin: l'ETF IBIT di BlackRock supera il suo fondo S&P 500 in termini di redditività

Dal suo lancio all'inizio del 2024, l'ETF Spot Bitcoin di BlackRock (IBIT) sta riscuotendo un successo strepitoso. Con quasi 70 miliardi di dollari di asset, è diventato più redditizio per BlackRock del proprio fondo S&P 500 (IVV), nonostante quest'ultimo sia nove volte più grande. IBIT genera 187,2 milioni di dollari di commissioni annuali grazie alla massiccia domanda da parte degli investitori che desiderano esporsi al bitcoin tramite prodotti regolamentati. Si è ormai affermato tra i primi 20 ETF più scambiati negli Stati Uniti, davanti a colossi storici della gestione passiva.

I flussi dell'ETF Bitcoin IBIT
Bloomberg

Blocco 2: L'analisi Crypto della settimana

Da qualche parte in Svizzera... La notizia è passata quasi inosservata tra i vari annunci della criptosfera, eppure segna una svolta nella strategia del gigante Tether: l'emittente dell'USDT detiene ora quasi 80 tonnellate di oro fisico, pari a 8 miliardi di dollari, nel proprio caveau in Svizzera. Sì, un caveau privato, al di fuori dei circuiti bancari tradizionali, tenuto segreto, invisibile sulle mappe... ma molto reale.

Una strategia di diversificazione fuori dal comune

Tether Holdings SA, società registrata in El Salvador, gestisce la più grande stablecoin al mondo: l'USDT, con 159 miliardi di dollari in circolazione e il 60% del mercato delle stablecoin. Il suo modello di business? Ricevere dollari in cambio di USDT, quindi investire questi collaterali in attività redditizie e liquide come i buoni del Tesoro americano. Ma da poco, secondo un rapporto pubblicato a marzo, i metalli preziosi rappresentano il 5% delle sue riserve.

Una quota minoritaria, certo, ma che rende già Tether uno dei maggiori detentori di oro al mondo al di fuori degli Stati e delle banche centrali, allo stesso livello di colossi come UBS.

Perché creare una propria cassaforte?

Lo spiega Paolo Ardoino, CEO di Tether, in un'intervista: “Abbiamo una nostra cassaforte. Credo che sia la più sicura al mondo”. Nessuna data, nessun indirizzo, nessun partner: tutto è mantenuto confidenziale. Una discrezione strategica motivata da due ragioni:

  1. Ridurre i costi di custodia. Affittare un caveau da un operatore del settore aurifero è costoso. Se il token legato all'oro di Tether (lo XAUT) raggiungesse i 100 miliardi di dollari, «50 punti base di commissioni rappresenterebbero una somma colossale», spiega Ardoino.
  2. Guadagnare indipendenza logistica. Conservare il proprio oro significa garantirsi il controllo totale, una scelta coerente in un'epoca in cui la sovranità finanziaria sta diventando un mantra.

XAUT: il gemello dorato dell'USDT

Oltre all'USDT, Tether offre una stablecoin sostenuta da oro fisico, il Tether Gold (XAUT). Ogni token rappresenta un'oncia d'oro conservata in Svizzera ed è teoricamente convertibile in metallo fisico. Ad oggi, Tether ha emesso 819 milioni di dollari di XAUT, pari a circa 7,7 tonnellate d'oro.

Si tratta di un importo modesto rispetto ai fondi ETF sostenuti dall'oro, molto più liquidi, ma che rivela un'ambizione: tokenizzare l'oro per renderlo programmabile, scambiabile, frazionabile. Una visione in linea con il più ampio movimento di tokenizzazione degli asset reali.

Il problema è che le autorità di regolamentazione non vedono di buon occhio l'oro nelle riserve di stablecoin. Sia nell'Unione Europea che negli Stati Uniti, le normative in vigore richiedono che le attività di riserva siano liquide e quasi monetarie (contanti, obbligazioni sovrane a breve termine). In altre parole: non c'è posto per i lingotti.

Se Tether volesse ottenere una licenza regolamentata per l'USDT in queste giurisdizioni, dovrebbe vendere le sue riserve auree. E l'azienda lo sa bene. La sua strategia sembra quindi seguire una logica ibrida, tra indipendenza tattica ed espansione al di fuori del quadro istituzionale classico.

Un segnale geopolitico mascherato?

L'oro non è solo un bene rifugio. È anche un simbolo di sfiducia nei confronti del dollaro e del debito sovrano. Ardoino lo dice chiaramente: “Se la gente inizia a preoccuparsi del debito americano, potrebbe prendere in considerazione delle alternative”. E sottolinea la crescente domanda di oro da parte delle banche centrali dei paesi BRICS, che contribuiscono attivamente all'aumento del prezzo del metallo (+25% dall'inizio dell'anno).

L'approccio di Tether si inserisce in questo contesto: de-dollarizzazione, tensioni geopolitiche, guerra commerciale, ricerca della sovranità monetaria.

Tether rimane un'azienda controversa. È stata spesso accusata di mancanza di trasparenza sulle sue riserve e la sua crescita esplosiva ha attirato l'attenzione delle autorità di regolamentazione di tutto il mondo. Permettere a miliardi di dollari di cambiare mano al di fuori del sistema bancario è un'impresa tecnologica, ma anche una sfida per la stabilità finanziaria mondiale.

Ma Tether non punta solo sulla blockchain: dal 2023, la società investe massicciamente nel mining di Bitcoin, prima in Salvador tramite Volcano Energy, poi in Uruguay con la creazione di Tether Power. Parallelamente, sta sviluppando MOS, un sistema operativo open source dedicato al mining.

Ma l'ambizione va oltre...

Acquisendo il 39% di Northern Data Group (quotata a Francoforte), Tether è entrata in un nuovo campo di gioco: l'intelligenza artificiale. E non intende restare a guardare. Nel maggio 2025, il CEO Paolo Ardoino ha presentato le linee guida di un ecosistema IA open source, in cui wallet, pagamenti in USDT e agenti IA sono interconnessi. Il tutto basato su Pears, una suite di strumenti P2P cofinanziata da Tether (computer remoti, messaggistica decentralizzata, ecc.).

Dietro le righe di codice, investimenti più concreti – e talvolta inaspettati – dimostrano quanto Tether stia espandendo la sua influenza in vari settori:

  • Juventus Football Club. Tether detiene l'8,2% del club torinese, il che la posiziona come secondo azionista dopo Exor (famiglia Agnelli).
  • Blackrock Neurotech. Nell'aprile 2024, Tether ha investito 200 milioni di dollari per diventare azionista di maggioranza di questa azienda pioniera nel campo degli impianti cerebrali.
  • Rumble. La piattaforma video concorrente di YouTube ha ricevuto 775 milioni di Tether nel dicembre 2024.
  • Adecoagro: Tether porta al 70% la sua partecipazione in questa holding agricola quotata al NYSE, specializzata in latte, zucchero, etanolo... ed energia.

Dietro la stablecoin sta nascendo una holding tentacolare. Tether non si accontenta più di emettere moneta digitale: investe, costruisce, esplora... e forse Too big to fail?

Classifica delle criptovalute

(Clicca per ingrandire)

MarketScreener

Blocco 3: Letture della settimana

Genius Act: this new US cryptocurrency law could pave the way for the next global financial crisis (The Conversation)

The Next Frontier in Finance: Tokenized Access to Private Markets (CoinDesk)