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Ue : verso nuove leggi su pubblicità politica e soldi a partiti

25-11-2021 | 11:39

MILANO (MF-DJ)--La Commissione europea ha presentato una proposta sulla

trasparenza e sul targeting della pubblicità politica nel quadro delle

misure volte a tutelare l'integrità delle elezioni e il dibattito

democratico aperto. Secondo le norme proposte, ogni messaggio

pubblicitario di natura politica dovrebbe essere chiaramente qualificato

come tale e contenere informazioni riguardanti, ad esempio, chi l'ha

finanziato e quanto è costato.

Le tecniche di targeting politico e di amplificazione, spiega una nota,

dovrebbero essere spiegate pubblicamente e con un livello di dettaglio

inedito, e sarebbero vietate quando si utilizzano dati personali sensibili

senza il consenso esplicito dell'interessato. La Commissione propone

inoltre di aggiornare le attuali norme dell'Ue relative ai 'cittadini

mobili' dell'Unione e al loro diritto di voto alle elezioni europee e

comunali, nonché ai partiti politici europei e alle fondazioni politiche

europee.

La vicepresidente della Commissione europea per i Valori e la

Trasparenza, Vera Jourova, ha dichiarato che 'le elezioni non devono

essere una gara tra chi usa metodi ambigui e non trasparenti. I cittadini

devono sapere perché guardano uno spot pubblicitario, chi l'ha finanziato,

quanto è costato e quali criteri di microtargeting sono stati utilizzati.

Le nuove tecnologie dovrebbero essere strumenti di emancipazione, non di

manipolazione. Questa ambiziosa proposta porterà un livello di trasparenza

senza precedenti alle campagne politiche e limiterà le tecniche ambigue di

targeting'.

Didier Reynders, il commissario Ue per la Giustizia, ha dichiarato che

'elezioni eque e trasparenti sono parte integrante di una società dinamica

e funzionale. E' per questo che dobbiamo sostenere una partecipazione

inclusiva ed equa alle elezioni del Parlamento europeo del 2024 e alle

elezioni comunali in tutta l'Ue. Con la proposta sulla pubblicità politica

rendiamo sicuro l'uso dei dati personali nel contesto del targeting

politico, tutelando il processo democratico. Insieme, portiamo avanti la

nostra azione comune per la democrazia'.

Con la transizione digitale in corso, i cittadini devono essere in grado

di capire con facilità se stanno guardando contenuti politici a pagamento

- online e offline - e devono poter partecipare a dibattiti aperti, liberi

da disinformazione, interferenze e manipolazioni. I cittadini dovrebbero

essere in grado di vedere chiaramente chi ha sponsorizzato uno spot

politico e perché. Le principali misure previste dalla proposta di

regolamento sulla trasparenza e sul targeting dei messaggi pubblicitari di

natura politica comprendono quanto segue.

Tra i messaggi pubblicitari di natura politica rientreranno quegli spot

realizzati da un personaggio politico, a suo favore o per suo conto,

nonché i cosiddetti messaggi pubblicitari di sensibilizzazione che possono

influenzare l'esito di elezioni o referendum, un processo legislativo o

normativo o ancora un comportamento di voto.

La pubblicità politica a pagamento deve essere chiaramente qualificata

come tale e fornire una serie di informazioni fondamentali. Tra queste

devono figurare in modo ben visibile il nome dello sponsor e un avviso di

trasparenza facilmente reperibile che riporti: l'importo speso per lo spot

politico, la provenienza dei fondi utilizzati e la correlazione tra il

messaggio pubblicitario e le elezioni o i referendum pertinenti.

Saranno vietate le tecniche di targeting politico e di amplificazione

che utilizzano o deducono dati personali sensibili quali l'origine etnica,

le convinzioni religiose o l'orientamento sessuale. Tali tecniche saranno

autorizzate solo previo consenso esplicito della persona interessata. Il

targeting potrebbe essere autorizzato anche nell'ambito delle attività

legittime di fondazioni, associazioni o organismi senza scopo di lucro con

finalità politiche, filosofiche, religiose o sindacali, quando è diretto

ai rispettivi membri. Per la prima volta sarà obbligatorio includere negli

spot informazioni chiare che spieghino per quale motivo la persona è

oggetto di targeting, e pubblicare, tra le altre cose, quali gruppi di

individui sono stati presi in considerazione, in base a quali criteri e

con quali strumenti o metodi di amplificazione. Le organizzazioni che

ricorrono al targeting politico e all'amplificazione dovranno adottare,

applicare e rendere pubblica una politica interna sull'uso di tali

tecniche. Se non potranno essere soddisfatti tutti i requisiti di

trasparenza, non sarà possibile pubblicare un messaggio pubblicitario di

natura politica.

Gli Stati membri saranno tenuti a introdurre sanzioni pecuniarie

efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di violazione delle norme

sulla trasparenza della pubblicità politica. Ai sensi del regolamento

proposto, le autorità nazionali per la protezione dei dati monitoreranno

in particolare l'uso dei dati personali a fini di targeting politico e

avranno il potere di imporre sanzioni pecuniarie conformemente alle norme

dell'Ue sulla protezione dei dati.

La Commissione ha altresì proposto di rivedere le norme dell'Ue sul

finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche

europee. Il quadro attuale presenta una serie di lacune che impediscono ai

partiti e alle fondazioni di funzionare correttamente e assolvere la loro

missione di portavoce dei cittadini dell'Ue. Gli aggiornamenti del

regolamento sono tesi ad agevolare le interazioni dei partiti politici

europei con i rispettivi partiti membri a livello nazionale e

transfrontaliero, ad aumentare la trasparenza, in particolare in relazione

alla pubblicità politica e alle donazioni, a ridurre gli oneri

amministrativi eccessivi e ad aumentare la sostenibilità finanziaria dei

partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee.

Infine, la Commissione ha proposto di aggiornare le norme vigenti in

materia di elezioni europee e comunali per i cittadini dell'Ue che

risiedono in uno Stato membro diverso da quello di cui hanno la

cittadinanza ('cittadini mobili dell'Ue'). Sebbene siano circa 13,5

milioni i cittadini che si trovano in tale situazione, pochissimi

esercitano il loro diritto di voto alle elezioni europee e comunali. Al

fine di garantire una partecipazione inclusiva in vista delle elezioni

europee del 2024, la Commissione propone modifiche mirate alle direttive

vigenti in materia di diritti elettorali, tra cui l'obbligo di informare

proattivamente tali cittadini in merito ai loro diritti elettorali, l'uso

di modelli standardizzati per l'iscrizione alle liste elettorali in

qualità di elettori o di candidati nonché l'uso della lingua comunemente

parlata dai cittadini mobili dell'Ue residenti in un determinato

territorio. La proposta prevede inoltre garanzie affinché i cittadini

mobili dell'Ue non siano cancellati dalle liste elettorali nel Paese di

origine.

Le proposte saranno ora discusse al Parlamento europeo e al Consiglio.

Per garantire che le elezioni del Parlamento europeo del 2024 si svolgano

secondo i più elevati standard democratici, le nuove norme dovrebbero

entrare in vigore ed essere pienamente attuate dagli Stati membri entro la

primavera del 2023, ossia un anno prima delle elezioni.

Nell'ambito della priorità denominata 'Un nuovo slancio per la

democrazia europea', che fa parte dei suoi orientamenti politici, la

presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha annunciato

proposte legislative volte a garantire una maggiore trasparenza sulla

pubblicità politica a pagamento e norme più chiare sul finanziamento dei

partiti politici europei.

Nel piano d'azione per la democrazia europea, adottato nel dicembre

2020, la Commissione ha presentato la sua prima valutazione delle sfide

rappresentate dalla pubblicità politica e dalle questioni legate alle

nuove tecniche utilizzate per indirizzare la pubblicità in base ai dati

personali degli utenti. Indipendentemente dal fatto che i dati siano stati

ottenuti in modo più o meno lecito, tali tecniche possono essere

utilizzate impropriamente per sfruttare le vulnerabilità dei cittadini. I

cittadini dell'Ue hanno il diritto di ricevere informazioni obiettive,

aperte e pluralistiche. Ciò è tanto più pertinente, in quanto un recente

sondaggio Eurobarometro ha rivelato che quasi quattro cittadini europei su

dieci sono stati esposti a contenuti per i quali non erano riusciti a

determinare facilmente se si trattasse di un messaggio pubblicitario di

natura politica o no.

La proposta di regolamento si fonda sul diritto pertinente dell'Unione e

lo integra, compresi il regolamento generale sulla protezione dei dati e

la proposta di legge sui servizi digitali (Digital Services Act);

quest'ultima, una volta adottata, stabilirà norme esaustive in materia di

trasparenza, responsabilità e progettazione dei sistemi per la pubblicità

sulle piattaforme online, anche per quanto riguarda la pubblicità

politica. La proposta di regolamento sarà inoltre integrata

dall'aggiornamento del codice di buone pratiche sulla disinformazione, uno

strumento di autoregolamentazione basato sugli orientamenti della

Commissione, di recente pubblicazione.

Il regolamento relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti

politici europei e delle fondazioni politiche europee è un atto

legislativo recente, applicato solo alle elezioni del Parlamento europeo

del 2019. Nell'attuale quadro normativo sono state tuttavia individuate

alcune lacune che impediscono ai partiti politici europei e alle

fondazioni politiche europee di assolvere la loro missione di contribuire

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November 25, 2021 05:38 ET (10:38 GMT)

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