Lunedì un giudice italiano ha ordinato ai pubblici ministeri di richiedere l'incriminazione di John Elkann, presidente delle case automobilistiche Stellantis e Ferrari, con due capi d'accusa di frode fiscale legati a una controversia sull'eredità di sua nonna.

Con l'emissione dell'ordinanza, il giudice della città settentrionale di Torino ha respinto una precedente richiesta dei pubblici ministeri di archiviare le accuse.

Elkann, rampollo della famiglia Agnelli, è anche amministratore delegato della holding Exor. La decisione del giudice è stata comunicata a Reuters da una fonte giudiziaria e confermata da un portavoce di Exor.

Il caso riguarda l'eredità lasciata dalla nonna di Elkann, Marella Caracciolo, moglie del defunto presidente della Fiat Gianni Agnelli. Il giudice ha accolto la richiesta della procura di archiviare il procedimento contro i fratelli di Elkann, Lapo e Ginevra.

Gli avvocati di John Elkann hanno dichiarato in una nota che presenteranno ricorso contro la decisione, che è "difficile da comprendere, in quanto in contrasto con le richieste dei pubblici ministeri, che erano solide e ben argomentate per tutti i nostri clienti".

"Ribadiamo la nostra ferma convinzione che le accuse mosse contro John Elkann siano del tutto infondate e riaffermiamo la nostra forte convinzione che egli abbia sempre agito correttamente e nel pieno rispetto della legge", hanno affermato.

A settembre Elkann ha accettato di svolgere un anno di servizi sociali e di versare alle autorità fiscali italiane la somma di 183 milioni di euro (215 milioni di dollari) per risolvere la controversia fiscale, senza implicare alcuna ammissione di colpa.

I due capi d'accusa che i pubblici ministeri devono ora perseguire riguardano una presunta frode fiscale per gli anni 2018 e 2019.

L'ordinanza non implica automaticamente che ci sarà un processo. I pubblici ministeri devono ora presentare una richiesta di rinvio a giudizio, dopodiché un giudice fisserà un'udienza preliminare per decidere se rinviare Elkann a giudizio o archiviare il caso.

Nel frattempo, un altro giudice di Torino ha rinviato all'11 febbraio l'udienza per approvare la richiesta di Elkann di scontare la pena con lavori socialmente utili per altre accuse relative al caso. (1 dollaro = 0,8507 euro) (A cura di Emilio Parodi e Giulio Piovaccari, editing di Gavin Jones)