L'Italia teme che UniCredit possa offrire di trasferire la propria sede legale in Germania per attenuare l'opposizione di Berlino all'acquisizione di Commerzbank, hanno riferito tre fonti vicine al dossier, nonostante la banca italiana abbia escluso tale eventualità.

L'Italia dispone del "golden power" per proteggere gli interessi nazionali in ambito societario e potrebbe utilizzarlo per imporre condizioni su qualsiasi operazione relativa a Commerzbank, inclusa la salvaguardia della sede legale o delle funzioni direttive chiave in Italia, ha precisato una delle fonti.

Da tempo elemento di attrito, si prevede che la questione della base legale del gruppo emergerà nei colloqui che UniCredit ha dichiarato di voler avviare contestualmente all'offerta per la rivale tedesca.

Dopo aver costruito una quota vicina al 30% in Commerzbank a partire dal settembre 2024, nonostante la ferma opposizione tedesca, UniCredit ha presentato a marzo un'offerta interamente in azioni da 35 miliardi di euro (41 miliardi di dollari) per la seconda banca della Germania.

L'amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha dichiarato il mese scorso che l'offerta mirava a sbloccare una fase di stallo durata 18 mesi e ad "aprire una finestra di 12 settimane di confronto e dialogo per mettere tutte le carte in tavola".

L'offerta partirà formalmente una volta ottenute tutte le necessarie autorizzazioni regolamentari.

Un portavoce di UniCredit ha ribadito la posizione dell'istituto. "Come UniCredit ha ripetutamente affermato, la sede del gruppo è, e rimarrà, in Italia. Non ci sono state discussioni o richieste in senso contrario".

LINEA ROSSA

La Germania rappresenta il principale mercato estero di UniCredit e il suo peso aumenterebbe drasticamente in caso di successo dell'operazione Commerzbank. UniCredit opera in 13 paesi.

"Su base nazionale, la natura federale di UniCredit implica che ciascuna delle sue banche federate goda di ampi poteri e stabilisca la propria sede dove ritiene meglio per il paese in cui opera", ha aggiunto il portavoce.

Le fonti hanno riferito che Roma resta preoccupata, con una di esse che ha descritto la questione come una linea rossa per il governo di centro-destra.

Una persona coinvolta in un precedente tentativo di UniCredit di acquisire Commerzbank ha affermato che l'ubicazione della base legale di un prestatore è rilevante poiché conferisce ai governi una maggiore fiducia nella possibilità di esercitare pressioni in periodi di difficoltà.

L'anno scorso l'Italia ha utilizzato il golden power per fissare condizioni all'offerta di UniCredit per la rivale domestica Banco BPM, un'operazione il cui fallimento è stato attribuito da UniCredit proprio al governo.

Tali poteri sono ora al centro di una disputa con Bruxelles, intenzionata a promuovere il mercato unico e le aggregazioni bancarie transfrontaliere. Le autorità garanti della concorrenza dell'UE hanno aperto una procedura d'infrazione contro Roma, contestando la tesi secondo cui il governo possa vagliare le fusioni bancarie per motivi di sicurezza nazionale.

(1 dollaro = 0,8453 euro)