MILANO, 13 gennaio (Reuters) - L'AD di UniCredit, Andrea Orcel, ha discusso della possibilità di acquisire la partecipazione in Mps detenuta da Delfin, una mossa che potrebbe riportare la banca di Piazza Gae Aulenti al centro del processo di consolidamento del settore bancario italiano, dopo il fallito tentativo dello scorso anno di acquisire Banco Bpm.
Lo dicono tre fonti vicine alla vicenda secondo cui l'interesse di UniCredit per la quota della banca senese in mano a Delfin è emerso nel corso di contatti con i vertici della holding della famiglia Del Vecchio.
Secondo le fonti, UniCredit avrebbe anche preso in considerazione un potenziale investimento diretto in Delfin, controllata in parti uguali dai suoi otto eredi del fondatore Leonardo Del Vecchio. Nessun commento al riguardo da parte di Delfin.
Secondo una delle fonti, il secondo gruppo bancario italiano sarebbe inoltre interessato alla quota di Delfin in Generali.
L'anno scorso UniCredit ha costruito una partecipazione di circa il 7% in Generali come investimento finanziario, successivamente ridotta al 2%.
Non è ancora chiaro quale sia stato l'esito dei colloqui tra Orcel e il presidente di Delfin, Francesco Milleri.
Orcel e Milleri hanno contatti frequenti per diversi motivi, hanno sottolineato due fonti vicine alla questione. Orcel siede nel consiglio della Fondazione Leonardo Del Vecchio, mentre Delfin è azionista di UniCredit.
UniCredit dispone ancora di capitale in eccesso dopo aver acquistato il 26% della tedesca Commerzbank e il 29,8% della greca Alpha Bank.
Gli sforzi di Orcel sul fronte M&A hanno trovato ostacoli da parte dei governi sia a Roma che a Berlino, con UniCredit che ha accusato il governo italiano di aver fatto saltare l'operazione su Bpm.
Reuters ha riportato a novembre che il governo italiano punta ancora a realizzare l'operazione, da tempo sul proprio tavolo, di una integrazione tra Mps, di cui detiene una quota del 4,9%, e Bpm.
Il principale asset di Delfin è una partecipazione del 32% nel gruppo dell'occhialeria EssilorLuxottica. La holding ha anche il 17% di Mps, che ai prezzi attuali vale circa 4,6 miliardi, e il 10,5% di Generali.
(Versione italiana Andrea Mandalà, editing Francesca Piscioneri)



















