(Alliance News) - Dopo le mosse di Banco BPM, Intesa Sanpaolo e Unipol su Banca Monte dei Paschi di Siena, Mediobanca e sulla partecipazione del 13,3% detenuta da MPS in Assicurazioni Generali, il mercato si interroga sulle prossime mosse di UniCredit e del suo amministratore delegato Andrea Orcel.
Negli ultimi anni, come ricorda martedì il Corriere della Sera, UniCredit ha tentato per due volte di entrare in MPS, prima nel 2021 attraverso un'acquisizione sostenuta dallo Stato e successivamente nel settembre 2024 in occasione dell'ultima fase della privatizzazione della banca senese.
Non sono andate a buon fine nemmeno l'offerta lanciata nel novembre 2024 su Banco BPM e le altre iniziative di consolidamento promosse dal gruppo. Parallelamente, UniCredit ha accumulato una partecipazione di circa il 9% in Generali.
Se l'offerta di Intesa Sanpaolo su MPS dovesse concludersi con successo, le prime due banche italiane si ritroverebbero entrambe nell'azionariato del gruppo assicurativo triestino, che gestisce quasi EUR900 miliardi di risparmi.
Sia Andrea Orcel sia Carlo Messina hanno però ribadito che le rispettive partecipazioni in Generali hanno finalità finanziarie e non di controllo.
Gli operatori ritengono improbabile un nuovo tentativo di UniCredit su MPS, anche perché il gruppo è concentrato sull'offerta pubblica di scambio lanciata su Commerzbank.
L'istituto italiano ha già superato il 30% del capitale della banca tedesca e punta a oltrepassare il 40% grazie a strumenti finanziari. L'operazione mira a creare un gruppo europeo capace di generare EUR45 miliardi di ricavi e EUR21 miliardi di utile entro il 2030.
La percentuale finale di adesione sarà nota il 16 giugno, data di chiusura dell'offerta salvo proroghe. Una quota intorno al 40% consentirebbe a UniCredit di consolidare Commerzbank nel bilancio, mentre il 66% sarebbe necessario per controllarne l'assemblea e approvare operazioni straordinarie.
Una volta conclusa la partita tedesca, UniCredit potrebbe tornare a valutare opportunità in Italia, inclusa Banco BPM. Tuttavia, il gruppo dovrebbe confrontarsi con le condizioni imposte dal governo tramite il golden power e con Crédit Agricole, primo azionista di Banco BPM con il 22,8% del capitale e potenzialmente in grado di salire fino al 29%.
Di Antonio Di Giorgio, Alliance News reporter
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