Il fatturato di Unicredit è rimasto stabile di anno in anno, l'utile è aumentato del 13% raggiungendo gli 8,7 miliardi di euro nei tre trimestri cumulati, mentre la struttura dei costi rimane tra le più basse in Europa - grazie alla quota preponderante dei depositi a vista nei suoi finanziamenti - e la redditività di prim'ordine si combina sempre con rapporti di capitalizzazione molto soddisfacenti.

Una precisazione, tuttavia: questo risultato record su nove mesi deriva in gran parte da un utile straordinario, legato ai cambiamenti nel perimetro delle attività assicurative e al consolidamento della partecipazione in Commerzbank nel trimestre precedente. Al netto di questi elementi, l'utile sarebbe pari a 7,9 miliardi di euro, contro i 7,7 miliardi dei primi nove mesi del 2024.

Come altri grandi gruppi bancari europei, UniCredit ha compensato il calo dei tassi di interesse - significativo, poiché questi ultimi si sono dimezzati in due anni - grazie a un programma di copertura piuttosto che alla crescita del proprio portafoglio prestiti, che rimane debole in un contesto di stagnazione dell'economia europea; tuttavia, questa dinamica non potrà durare anche il prossimo anno.

Per ovviare a ciò, l'amministratore delegato Andrea Orcel ha lanciato una strategia di crescita esterna a tutto campo. Le sue grandi ambizioni sono per ora contrastate in Germania, dove i governi si oppongono al completo acquisto di Commerzbank, di cui UniCredit detiene già il 29% del capitale, così come in Italia, poiché quest'estate il gruppo ha dovuto rinunciare all'acquisto di BPM a seguito del veto opposto dal governo Meloni.

Un segnale che alcuni percepiranno come premonitore: la capitalizzazione di borsa di UniCredit è tornata al livello che occupava poco prima della crisi dei subprime, pari a una volta e mezzo il valore del patrimonio netto. Nel decennio 2009-2019 che è seguito, tale capitalizzazione è cresciuta in media fino a circa la metà del valore del patrimonio netto. Ciò dimostra quanto sia cambiata la percezione del mercato.

È soprattutto in relazione al suo dividendo che la banca continua ad essere considerata dai grandi investitori istituzionali. Anche sotto questo aspetto, UniCredit si colloca tra i principali favoriti del settore in Europa.