WASHINGTON/PECHINO, 8 giugno (Reuters) - Gli Stati Uniti hanno aggiunto il colosso cinese dell'e-commerce Alibaba, il motore di ricerca Baidu e le case automobilistiche Byd e Nio a un elenco di aziende che ritengono stiano fornendo assistenza alle forze armate di Pechino, mossa che potrebbe inasprire le tensioni tra i due Paesi.
L'atteso aggiornamento sostituisce un elenco risalente a inizio 2025 e giunge a meno di un mese dall'incontro tra il presidente Donald Trump e il cinese Xi Jinping a Pechino, in occasione del quale i due capi di Stato hanno mantenuto una delicata tregua nella guerra commerciale.
Oggi il ministero degli Esteri cinese ha detto che l'elenco è discriminatorio e "reprime in modo irragionevole" le aziende cinesi, esortando gli Stati Uniti a "correggere le loro pratiche errate".
"La Cina adotterà le misure necessarie per salvaguardare con fermezza i diritti e gli interessi legittimi delle imprese cinesi", ha detto il portavoce del ministero Lin Jian durante una conferenza stampa.
L'elenco comprende ora un'ampia gamma delle principali aziende tecnologiche cinesi, che sono cruciali per il progresso delle capacità militari e industriali di Pechino, riflettendo i timori di Washington in materia di sicurezza in un contesto di intensa concorrenza geopolitica tra i due Paesi.
A febbraio, quando il viaggio di Trump in Cina era ancora in forse, il Pentagono aveva pubblicato un elenco aggiornato, noto come elenco 1260H o Cmc, per poi ritirarlo poco dopo senza fornire spiegazioni.
La nuova versione pubblicata oggi riprende l'elenco ritirato a febbraio, ma include anche i principali produttori cinesi di chip di memoria Cxmt e Ymtc.
Tra le altre aziende inserite figurano la società di biotech WuXi AppTec, la società di robotica IA RoboSense Technology Co Ltd e Unitree, uno dei principali produttori cinesi di robot umanoidi e quadrupedi.
L'1 giugno il produttore Usa di chip per l'IA Nvidia ha detto che ha in programma di collaborare con Unitree per la costruzione di robot per i ricercatori.
(Tradotto da Jasmine Mazzarello, editing Gianluca Semeraro)




















