(Alliance News) - Le piazze finanziarie globali hanno chiuso la seduta di lunedì in territorio negativo, in un contesto di marcato deterioramento del sentiment di rischio riconducibile alla nuova escalation delle tensioni geopolitiche tra USA e Iran.
La notizia del possibile blocco dell'accesso allo Stretto di Hormuz da parte di Washington, successiva al fallimento dei colloqui del fine settimana, ha innescato un immediato repricing degli asset rischiosi, con gli operatori che stanno progressivamente incorporando uno scenario di conflitto più prolungato e con implicazioni rilevanti per le dinamiche energetiche globali.
A Piazza Affari, il MIB ha terminato in area 47.500, in linea con l'intonazione debole degli altri listini continentali, penalizzato dalla componente energy shock e dal contestuale irrigidimento delle aspettative di politica monetaria. Il movimento rialzista del petrolio ha infatti rappresentato il principale driver di mercato, dopo che il Brent è salito oltre la soglia dei USD 100 al barile, alimentando timori di una nuova fiammata inflazionistica.
Il rialzo delle commodity energetiche sta infatti determinando un significativo aggiustamento delle curve dei tassi, con il mercato che ha rapidamente rivisto al rialzo le attese di tightening da parte delle principali banche centrali.
Nell'area euro, gli operatori prezzano ora quasi tre ulteriori rialzi dei tassi da parte della BCE entro fine anno, rispetto ai due stimati solo la settimana precedente, riflettendo una crescente preoccupazione per l'impatto inflazionistico dello shock energetico.
Analoga dinamica in UK, dove il repricing è altrettanto evidente. I trading floor scontano ora quasi due ulteriori rialzi da parte della Bank of England entro fine 2026, contro uno solo atteso nella settimana precedente.
Così, il FTSE Mib ha chiuso in ribasso dello 0,2% a 47.527,16, il Mid-Cap ha ceduto lo 0,3% a 56.046,13, lo Small-Cap ha concluso sotto dello 0,4% a 33.847,24, mentre l'Italia Growth è arretrato dello 0,3% a 8.654,65.
Il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,2%, il CAC 40 di Parigi ha lasciato sul parterre lo 0,4%, mentre il DAX 40 di Francoforte ha segnato un meno 0,2%.
Tornando a Milano, sul listino a più alta capitalizzazione di Piazza Affari, fra i rialzisti in minoranza si è visto Leonardo, che ha raccolto il 2,7% a EUR 57,80 dopo il 5,3% di rosso della seduta precedente.
Forza anche su Poste Italiane, che ha chiuso apprezzandosi del 2,6% a EUR 22,13. Da segnalare che BofA ha promosso il titolo a "buy" da "underperform" e alzato il prezzo obiettivo a EUR 28,80 da EUR 21,50.
Tenaris è avanzato invece dell'1,1% a EUR 25,73 per azione, dopo lo 0,9% di rosso della seduta precedente.
Enel ha ceduto invece lo 0,4% a EUR 9,82 per azione. Come si legge nel report di questa settimana nell'analisi di Claudio Guerrini su Evaluation.it, Enel presenta un profilo di rischio inferiore alla media di mercato, grazie a un beta inferiore a 1 e alla natura difensiva del settore, caratterizzato da flussi di cassa stabili e da un'elevata diversificazione geografica. L'analista - nell'applicazione dei modelli di valutazione basati sui flussi di cassa scontati e sull'Economic Value Added - posiziona un valore teorico per il titolo a quota EUR 9,37 per azione.
Brunello Cucinelli è arretrato con il 2,0% a EUR 82,14 per azione. Berenberg ha confermato la raccomandazione buy sul titolo e un prezzo target pari a EUR 120,00, senza variazioni, alla luce di un primo trimestre superiore alle attese e di una visibilità sulla crescita che resta elevata nel medio termine. Gli analisti Nick Anderson, Harrison Woodin-Lygo e Vani Mohindra evidenziano una crescita a doppia cifra nel retail su tutte le aree geografiche e un posizionamento che continua a distinguersi nel settore del lusso.
Sul segmento cadetto, forza su GVS, che ha portato l'asticella al rialzo oltre il 10% dopo l'1,9% di verde della vigilia. La società ha reso noto lunedì la propria decisione di promuovere un'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale su massime 23,3 milioni di azioni proprie, pari a circa il 12% del capitale sociale. L'offerta non ha ad oggetto 1,7 milioni di azioni proprie attualmente detenute dalla società e che rappresentano lo 0,9% del capitale sociale.
De' Longhi - in verde dell'1,0% - venerdì ha fatto sapere che, a partire dal 13 aprile, verrà avviato un nuovo programma di acquisto di azioni proprie per un ammontare di circa EUR 60 milioni. Il buyback durerà per massimo sei mesi.
Webuild ha chiuso la sessione cedendo invece il 5,1% a EUR 2,52 per azione, dopo il 3,5% di saldo attivo di venerdì sera. Da segnalare che Mirabella Financial Services ha tagliato lo short sul titolo allo 0,93% dall'1,08% precedente.
Vendite - fra i numerosi - anche su Cementir Holding, che ha portato il prezzo al ribasso del 3,2% dopo il 2,6% di verde della seduta precedente.
Enav ha ceduto invece il 2,0% a EUR 5,29 per azione, facendo seguito all'1,3% di passivo di venerdì con prezzo finale a EUR 5,26 per azione.
Sullo Small-Cap, Seco ha portato a casa un attivo del 5,5%. La company ha fatto sapere lunedì di aver esteso la propria collaborazione con Hitachi Energy.
A seguito di una fase iniziale durata un anno e focalizzata sullo sviluppo e sull'integrazione del framework Clea, Hitachi Energy ha firmato un accordo pluriennale con Seco per adottare la soluzione come elemento chiave nell'evoluzione della propria piattaforma Energy Connect, si legge nel comunicato della società.
Enervit ha raccolto invece il 4,6%, proseguendo il filotto rialzista con prezzo finale in area EUR 4,57 per azione.
Gas Plus ha ceduto il 2,5% a EUR 6,36 per azione. Banca Akros ha lasciato invariata la view sul titolo, ma ha alzato il target price a EUR 8,00 da EUR 6,50 di agosto del 2025, con un potenziale margine di apprezzamento del 9,0%, grazie ai risultati di poco superiori alle stime e a un "significativo miglioramento della posizione finanziaria netta".
Trevi Finanziaria Industriale è arretrato del 5,7% a EUR 0,2986 per azione, alla sua terza candela bearish consecutiva.
Fra le PMI, Green Oleo ha chiuso facendo un passo avanti del 4,8%, in scia allo 0,8% di attivo della seduta precedente.
Destination Italia - flat a EUR 0,28 - venerdì ha fatto sapere di aver chiuso il primo trimestre dell'anno con ricavi delle vendite consolidati pari a EUR 21,9 milioni, in crescita dell'1,6% rispetto al primo trimestre 2025 pari a EUR 21,6 milioni. Il margine di contribuzione raggiunge EUR 2,9 milioni, in incremento del 16% rispetto a EUR 2,5 milioni del primo trimestre 2025.
Siav - su del 2,5% - ha comunicato di aver sottoscritto un accordo vincolante per acquisire il 9,1% di Atacod Srl, attraverso un investimento complessivo di EUR 1 milione, a fronte di una valutazione pre-money pari a EUR 10 milioni. L'operazione, annunciata da Siav, si inserisce nel percorso di crescita del gruppo e mira ad ampliare l'offerta tecnologica, integrando competenze avanzate nell'automazione dei processi aziendali tramite intelligenza artificiale.
Estrima ha ceduto il 5,8%, dopo l'8,7% di attivo di venerdì sera e con prezzo finale a EUR 0,1065 per azione.
A New York, il Dow sta cedendo lo 0,5%, il Nasdaq avanza dello 0,3%, mentre l'S&P 500 avanza dello 0,1%.
Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD 1,1706 da USD 1,1726 di venerdì sera, mentre la sterlina scambia a USD 1,3454 da USD 1,3463 di venerdì sera.
Tra le commodity, il Brent scambia a USD 101,37 al barile da USD 96,85 al barile di venerdì sera, mentre l'oro vale USD 4.707,84 l'oncia da USD 4.768,33 l'oncia di venerdì sera.
Il calendario macroeconomico di martedì prevede alle 0500 CEST il dato sul saldo della bilancia commerciale della Cina, mentre alle 0800 CEST sarà la volta dell'indice dei prezzi all'ingrosso della Germania.
Alle 1415 CEST, spazio ai dati ADP sull'occupazione, mentre alle 1900 CEST parleranno Balz della Buba e Barkin e Collins della Fed.
Fra le società, sono previsti i conti di Bastogi, Telesia, Triboo e Vimi Fasteners.
Di Maurizio Carta, Alliance News reporter
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